Zona 30, Roma rallenta tutto il centro storico

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    Zona 30 Roma
    A Roma la zona 30 si allarga a tutto il centro storico. Una scelta coerente con quella delle grandi città europee.

    Zona 30, anche Roma entra nel club delle città virtuose che hanno scelto la moderazione della velocità nel nome della sicurezza sulle strade e di una migliore vivibilità per tutti. Il 15 gennaio è scattato, su tutte le vie del centro storico della Capitale, già comprese nella Ztl, l’obbligo di andare piano. Una misura che era stata annunciata da tempo e sempre più urgente in una città che nel 2025 ha registrato 124 morti sulle strade e oltre 30mila incidenti. Ma non solo, per combattere questa piaga sono previsti cinque nuovi autovelox sulla via Cristoforo Colombo, oltre a quelli già attivi su tangenziale e viale Isacco Newton che hanno già fatto registrare, quotidianamente, 1.500 violazioni al giorno.

    zona 30 Roma
    L’area coperta dalla Zona 30.

    Altre mille vie, poi, sono state individuate nella prospettiva di una Roma più sicura. Prima di questa decisione, presa sulla scorta di uno studio effettuato da Roma Servizi per la Mobilità, “solo” il 49% delle strade che ricadono dentro la Ztl centro storico aveva i cartelli con i limiti.

    Zona 30, destra all’attacco

    La scelta del sindaco Gualtieri, naturalmente non è piaciuta alla destra e a quel partito trasversale che ancora crede le strade siano totalmente appannaggio delle auto. Da Fratelli d’Italia e dalla Lega, il cui leader Salvini non ha mai perso occasione per scagliarsi contro la mobilità dolce, sono arrivati strali contro un provvedimento definito “ideologicio e approssimativo”. Sui vantaggi del 30 all’ora la Fiab aveva presentato dieci buone ragioni perché dovesse essere adottato un po’ dovunque. Sulla scia di Parigi dove nel 2021 la sindaca Annie Hidalgo aveva esteso il limite a circa il 60% delle strade cittadine, anche in Italia il provvedimento ha preso piede. A cominciare da Bologna, dove in un anno dall’introduzione della misura, nel 2024 rispetto al 2022-2023, infatti, è stata registrata la metà di persone decedute, meno incidenti e calo di persone ferite. E anche meno smog, più biciclette in strade e uso dei mezzi, come riporta il sito Bolognacittà30.

    Dopo Bologna ad aver iniziato un percorso verso la riduzione a 30 chilometri orari ci sono poi anche Milano, Torino e Lecce. E l’elenco potrebbe allungarsi.