«Qua abbiamo un’emergenza in materia di sicurezza stradale. Gli incidenti sono aumentati e abbiamo l’esigenza di ridurre in maniera drastica il numero di vittime, per questo stiamo lavorando a un programma che ne farà, in alcune zone, una città a 30 all’ora». Con queste parole affidate al Corriere della Sera l’assessore alla Mobilità del Comune di Roma Eugenio Patané ha anticipato una delle novità più importanti per i limiti di velocità nella Capitale. Presto – ancora non si conoscono le tempistiche precise – il centro storico diventerà una estesa zona 30.
Come si è letto sulla stampa con questa scelta politica Roma segue quanto già fatto da altre città italiane, la più importante delle quali è Bologna dove i risultati in termini di riduzione di incidenti e feriti sono stati finora incoraggianti. La delibera al Campidoglio è già pronta e nei prossimi giorni è attesa la firma. Non è la prima volta che la Giunta Gualtieri si esprime a favore delle zone 30.
Cosa ha detto Gualtieri su Roma città 30
Nel novembre 2023 il Sindaco ha parlato degli obiettivi dell’amministrazione, tra i quali veniva citata la realizzazione di «69 isole ambientali su strade della viabilità secondaria che diventeranno zone 30». L’obiettivo espresso da Gualtieri era appunto quello di «trasformare in zona 30 il 70% delle strade di Roma entro la fine della consiliatura». Sulla stampa si legge di un impegno generale a sanzionare chi viola i limiti di velocità attraverso l’utilizzo di autovelox fissi e mobili.
Le aree dove Roma diventerà città 30 sono quelle relative alle ztl Centrale, Testaccio, Trastevere e San Lorenzo. Nel complesso il Comune ha deciso di destinare alla sicurezza stradale 30 milioni di euro aggiuntivi. Come abbiamo scritto su BC, la Capitale si è posta obiettivi ambiziosi attraverso il nuovo Biciplan: rendere ciclabile il 30% della rete stradale (ad oggi la quota è ferma al 4%, 350 km).
In arrivo polemiche per Roma città 30?
Mentre in Europa la strada è tracciata da anni con capitali come Parigi che hanno abbracciato questa rivoluzione lenta nei centri urbani a beneficio degli utenti attivi della strada, in Italia ci ricordiamo tutti delle polemiche scoppiate nei primi mesi di Bologna città 30. Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ne ha fatto un caso nazionale, lamentando i disagi che ne sarebbe scaturiti per gli automobilisti.
A inizio 2025, un anno dopo l’attuazione graduale della città 30 nel capoluogo emiliano, l’amministrazione di Matteo Lepore ha dato i numeri: calati gli incidenti (-13%) e il numero di feriti (-11%) e si sono ridotte le morti (10 nel 2024, rispetto alle 18 del 2023 e alle 21 del 2022). Sul fronte dei decessi quest’estate ha fatto notizia lo storico traguardo di Helsinki: nella capitale finlandese, non a caso città 30, tra luglio 2024 e luglio 2025 non ci sono stati morti dovuti a incidenti stradali.



























