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5 ferrovie dismesse da gustare in bicicletta, dietro casa e dall’altra parte del mondo

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Un ponte dell'ex-ferrovia Pontebbana sul tracciato dell'Alpe Adria © Andrea Guerra

Sono sempre di più le vecchie linee ferroviarie ormai dismesse che, grazie agli interventi delle istituzioni (Stati, Regioni o enti locali), vengono riqualificate e trasformate in percorsi ciclabili e turistici, spesso dotati anche di servizi di accoglienza e ristorazione. Insomma, là dove c’erano i binari ora c’è una ciclabile, si potrebbe dire parafrasando Celentano. Ecco una ristretta selezione di 5 ciclovie disegnate su vecchi tracciati ferroviari inutilizzati; che per farvi sognare un po’ inizia dall’altra parte del mondo e poi si avvicina a casa nostra.

IN NUOVA ZELANDA – Proprio agli antipodi d’Italia c’è un tratto di una vecchia ferrovia, una volta utilizzata per il trasporto di pietre e minerali, che è stato rimesso a nuovo e quindi diventato fruibile dai viaggiatori, a piedi come in bicicletta. Stiamo parlando dell’Otago Central Rail Trail, percorso ciclopedonale di circa 170 km che collega il piccolo villaggio di Clyde, nei pressi della città mineraria di Alexandra, al porto di Dunedin, passando per i villaggi di Hyde, Ranfurly ed Omakau. Lungo il tragitto ci sono ostelli, hotel, punti ristoro ed è anche possibile acquistare il passaporto dell’Otago Centrail Rail Trail sul quale segnare con i timbri le varie tappe (proprio come con la Credenziale che si usa sulla Via Francigena o sul Cammino di Santiago).

IN SPAGNA – In Spagna le chiamano “vias verdes”, cioè vie verdi: così hanno deciso di rinominare i vecchi tratti ferroviari che oggi sono diventati percorsi turistici per ciclisti e camminatori. Ce ne sono diversi, soprattutto nella regione della Costa Brava: per esempio, qui è possibile mettersi in sella sull’Itinerario del Ferro e del Carbone, muovendosi là dove una volta c’erano i binari che dalle miniere di Carbone di Ogassa collegavano El Ripollès. Oppure segnaliamo la via Verde Sierra de Alcaraz, tra Albacete ed il bel borgo di Alcaraz: si tratta di un tracciato di circa 70 chilometri che si muove dal capoluogo della Castilla-La Mancha fino alla Sierra de Alcaraz.

IN LOMBARDIA – Arriviamo finalmente in Italia e ci fermiamo al Nord per pedalare sulla Ciclabile della Val Seriana, che in parte ricalca il tracciato della vecchia ferrovia locale, dismessa alla fine degli anni ’60, che collega Alzano Lombardo a Clusone. Il fiume Serio tiene compagnia a chi si sposta su questa ciclovia che è tendenzialmente pianeggiante e quindi facilmente percorribile, ma che inizia a inerpicarsi in salita all’altezza di Ponte Nossa, fino a raggiungere l’altopiano di Clusone. Il fondo è misto, sterrato ma con lunghi tratti in asfalto: il percorso è lungo circa 30 chilometri, con un dislivello di 400 metri. Recentemente la comunità locale si è molto impegnata per segnare la via con appositi cartelli per amatori e cicloturisti che scelgono le pedalare sulle sponde del Serio.

IN UMBRIA – Inserito anche nell’Atlante di viaggio lungo le ferrovie dismesse, pubblicato nel 2017 dalle Ferrovie dello Stato, c’è il percorso che si muove da Spoleto verso Norcia. La vecchia linea ferroviaria venne chiusa intorno al 1968 e oggi, in progressiva riapertura dopo il terremoto del 2016, è terreno per escursionisti e cicloturisti: si incontrano lungo il percorso 19 gallerie e 24 ponti (o viadotti), che rendono il passaggio in questo tratto di centro Italia decisamente suggestivo. Un viaggio nella natura (lungo poco più di 30 chilometri), ma anche nella storia: “Lunga solo 52 chilometri, la strada ferrata era un capolavoro assoluto di ingegneria ferroviaria e contava, insieme alla sua linea elettrica, circa 7.000 tonnellate di ferro: più o meno come la Torre Eiffel”, si legge su Umbria Touring.

IN FRIULI – Lasciamo per ultimo quello che forse è il tratto ciclabile più bello del nostro Paese. parliamo dell’Alpe Adria, la ciclovia che parte da Salisburgo e giunge fino alle spiagge di Grado. Il primo segmento italiano, una volta varcato il confine, è con ogni probabilità il più spettacolare di tutto il tracciato: da Tarvisio si scende fino alla pianura friulana sfruttando la vecchia “ferrovia Pontebbana”, che fu aperta nel 1879 e divenne ben presto la linea principale di collegamento tra la pianura veneta-friulana e l’Austria. Gli ultimi treni passarono di qui nel 1995 poi i binari lasciarono il posto all’asfalto: lasciatevi cullare dalla ciclabile che attraversa vecchi tunnel rimessi a nuovo (con tanto di led che si accendono al passaggio dei ciclisti), sorpassa borghi, attraversa vallate verdi e supera fiumi. Uno spettacolo!