Home viaggio diari Rabadan Tour 2014: partenza da brividi

Rabadan Tour 2014: partenza da brividi

463
low temp cycle computer
Quando si dice brividi... non è per dire!

E dire che dovrei essere ormai rodato, non fare più queste cappelle….ma tant’é. Ho dimenticato il carica batteria del cellulare.
Ho preso quello per lo speaker, per laipád, per la macchina foto, per la Gopro (che non so usare e non so se userò…) ma quello piú importante l’ho lasciato a casa.
Voi direte “ma non ti fai una lista prima?”. Intanto fatevi gli affari vostri, e poi sí che l’avevo fatta ma ieri ho lavorato fino alle undici di sera e quindi non ero proprio in formissima….
Ma non è finita qui: caricando la bici sull’auto con cui ho raggiunto Monginevro dove ho passato la notte, ho tranciato di netto il filo del contachilometri/computerino della bici.
Chiaramente me ne sono accorto stamattina quando mi sono spostato a Claviere…
Malimortacci….NO, ZUT!
Ohmmmmmm, think positive: un tacco rotto è una ballerina guadagnata! (questa credo proprio che la pagherò a lungo…).
Nevermind: stamattina alle 8,45, con poco piú di 5 gradi di temperatura mi lascio alle spalle il Belpaese e, savasandir, rischio immediatamente il patatrac!
Chi non è pratico della zona non sa che, passato il Col de Montgenevre (che dista solo 2 km da Claviere), inizia una lunga discesa di 11 km fino a Briançon, con pendenze anche impegnative.
Che faccio? Testo il bolide e vedo come reagisce in discesa; ecco, immaginate un Peso Lordo di 150 chili lanciato a manetta giù per un rettilineo di circa un chilometro…
Dopo pochi secondi…ZANG, TUMB, TUUUMB!
Non è il fantasma di Marinetti che gareggia con me, bensì il rumore del catarifrangente della ruota anteriore che mi abbandona repentinamente e si stampa prima sul manubrio e poi sul mio casco.
Guardo il cellulare (che sta tirando gli ultimi) dove ho impostato BIKERIDE, noto che segna 74 km all’ora ed improvvisamente mi ricordo che sono dotato dei freni della Graziella (Tiberio, ti ricordo in ogni mia preghierina della sera…) quindi decido di scendere a velocità più consone ad un padre di famiglia, per quanto scellerato.

A Briançon mi fermo a comprare e montare un nuovo contachilometri e poi, finalmente alle 10, può iniziare ufficialmente questo nuovo tour.

Purtroppo, rispetto alle zone attraversate due anni fa, ricche di piste ciclabili, questo itinerario ricalca soprattutto strade statali (ovviamente cercherò le meno trafficate) ma in questa prima tappa passo attraverso posti che conosco abbastanza bene e quindi non mi impressionano particolarmente, anzi.

In dettaglio: per la prima parte fino a Guillestre – Parco del Queyras, il paesaggio circostante è molto vivace ma poi si appiattisce via via che ci si avvicina al Lago di Serre Ponçon, ambita meta anche per i windurfisti italiani.
Il lago è molto scenografico, con le sue acque color giada e mi sistemo lungo le sponde per un corroborante picnic.
Passato l’impressionante ponte, la strada si snoda prima lungo la riva nord e poi tra anonime vallate che non meritano né foto, né soste.
Soprattutto queste ultime sono da sconsigliare, poiché la strada spesso è a due corsie per senso di marcia ed i camionisti hanno il piede pesante.
Devo dire, però, sempre nella massima correttezza: anche se a fianco della carreggiata,  c’é spessissimo una zona larga circa un metro ad uso dei ciclisti (frequenti), nel sorpassare gli autisti allargano notevolmente la traiettoria per evitarti lo spostamento d’aria.
Bravò, trè giantíl.

Mi avvicino a Gap e la strada diventa via via più anonima, ma la sorpresa è sempre in agguato: per andare a sud, circa 10 km prima del capoluogo delle Hautes Alpes, esiste una bretella, che si unisce alla statale per Sisteron esattamente a Tallard, dove sono io stasera; ebbene, questi venti chilometri mi ritrasmettono il piacere della pedalata: si scende in una vallata ricca di vigneti, vecchi castelli e tigli variopinti.

Peccato che proprio in questi ultimi chilometri il ginocchio destro cominci a farsi sentire ed adesso mi sto ammazzando di stretching e pomate per scongiurare una sosta forzata domattina. Vedremo.

Ultima riflessione della sera: non ci siamo ancora.
Lo stress del (tanto) lavoro di questi ultimi mesi non mi ha ancora abbandonato: non sono rilassato, l’occhio va troppo spesso all’orologio ed al contachilometri per pianificare le pause e non è il corpo a ‘dettarmele’.
Quella meravigliosa sensazione di leggerezza che l’andamentolento aveva fin dal primo giorno del giro parigino si è manifestata timidamente solo negli ultimi chilometri, per venire subito sostituita dalla preoccupazione per il dolore alla gamba.
Devo avere il karma parecchio appesantito…

Buona strada (speriamo…).
Dave
murand@hotmail.com

 

PS: a Tallard non ci sono chambres d’hotes e così ho ripiegato su una soluzione bizzarra….suspence fino a domani (perchè ho un sonno boia e me cala la palpebra)

 

Km odierni: 110 (pieni di salite, qualcuno fatto anche a piedi, spingendo Ronzinante)
Bande sonore du jour: playlist del buon Noide (la tradizione NON si cambia), con l’impressionante versione di Personal Jesus di Johnny Cash su tutte.
Partenza: ore 8.55
Arrivo: ore 17,20