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Rabadan Tour 2014: viva l’Italia!

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Che io, proprio io (solo io, nient’altro che io…), l’esterofilo convinto, il sostenitore dei “cervelli in fuga”, il nemico del pressapochismo nostrano, che il Savonarola della sciatteria tricolore, mi stia redimendo?
Non proprio, ma ammetto di avere il punto di vista “in evoluzione”.

Perché viaggio, perché vedo come sono organizzati fuori dai nostri confini, perche vedo come siamo organizzati noi, perché vedo come ci trattano all’estero, perché vedo come trattano i miei amici stranieri.
Perché vedo che stiamo migliorando (chiaramente NON sto parlando della Liguria…).

Le mie cartine tornasole per dare un giudizio verosimile sono tre (ristorazione, ricettività per la notte, uffici del turismo), ma possono essere racchiuse in un’unica categoria: ospitalità.

I francesi, SOLO se dimostri attaccamento e passione per le loro cose, o se li fai sorridere (ed io, parlando un buon francese e girando sul trabiccolo circense, avevo due assi in mano), ti aprono il cuore e ti dimostrano che, se vogliono, ci sanno decisamente fare.
I bistrot (del livello ‘popolare’ che cerco io) sono stati come sempre impeccabili, le chambres d’hotes e gli hostal si sono distinti una volta di più per essere l’ideale soluzione in between tra l’ostello e la camera d’albergo, (e non rigorose come le B&B).
Ma boccio clamorosamente gli uffici del turismo: sprovvisti di materiale cartaceo e dotati di personale inadatto a comunicare informazioni precise (a Les  Perthus, il posto di frontiera, ho trovato persino un’annoiata signora che, candidamente, mi ha confessato di non essere del posto e quindi di non sapere granché….).

I catalani, invece, sono discretamente ‘cazzoni’, come noi italiani, e non ci tengono proprio a dimostrarti il contrario: nulla da eccepire relativamente all’ospitalità, anzi spesso con una stellina in più rispetto ai francesi perchè chiaramente vale l’affinità tra popoli latini, ma per las oficinas del turísmo, anche qui c’ė da registrare un desastre completo.
Un esempio? Entro in quella di Girona (diciamo la nostra Asti) e mi danno l’unica mappa disponibile in cui non vi è traccia di Figueres (la nostra Alessandria).
Non capisco: rivendicano cosí orgogliosamente la loro diversità, mi aspettavo almeno una mappa della Catalunya intera…
Aspetta che chiedo lumi: “Disculpe, senorita, come faccio a capire che strada seguire, quando sconfinerò nella provincia successiva?” Allarga le braccia e, giuro, mi risponde: “Chieda all’ufficio del turismo locale”…
Joder!!!

Si è rotto.
Ieri sera, tre chilometri dopo aver tagliato il traguardo, il pedale destro si è proprio divelto: ha strappato via il filetto….
E qual è il problema?! La Barceloneta, dove sto scorrazzando in riva alla spiaggia quando succede il crac, è piena di bikerent e di ciclofficine che non sarà mica difficile rimediare all’inconveniente.
E’ addirittura meglio del previsto: appena avvicino il mio velocipede al BCN, Barcelona Rent a Bike, Benjamino si scompone come punto da un’ape ed urlacchia apprezzamenti argot: “De puta madre, de puta madre, que guapa!!!!” E, da buon intenditor, apprezza anche la Nostra mitica rivista…

Mi sostituisce il pedale guasto con un altro, forzando il filetto: per fare quei pochi km che mi consentiranno di arrivare fino al negozio di bici che mi spedirà Ronzinante in Italia è una soluzione più che perfettissima…
Et voilà, pedale etnicamente corretto, per un felice risultato ebony&ivory, ed a costo zero: gracias una vez màs, Ben!

Ora, dopo avermi accompagnato in giro per l’Europa, avrete cominciato a (ri)conoscermi, no?
Vediamo:

– soy sereno perché la panne è avvenuta ad obiettivo raggiunto ed è stata un’occasione per conoscere altre gentilissime persone
oppure
– soy smadonnante perché mi si è rotto il giocattolo e dovrò procedere ad una riparazione appena la bici rientrerà in Italia?

Bravi.
E con questo, ho fatto il paio di ballerine…

So long,
Dave.
murand@hotmail.com

PS: mi vergogno ad ammetterlo ma stamattina se non l’avessi usata per girare alla Barceloneta e per consegnarla al negoziante, già mi sarebbe mancata….
Km giornalieri: 12
Banda sonora del giorno: tutto il reggae che vuoi…..
Nota: poco prima che lasciassi il capoluogo catalano, mi è arrivato un telegramma della segreteria di Mario Borghezio, inerente la questione gitana.

Ciao garula, cum’a stás? Tlas vist che casin c’ajé ambelesí a Bruxelles? Adés al Salvini a fè ‘l moscon con madama Le Pen…ma sa l’è brùta forte!
Mi l’hai víst, c’os tlas faít en bicicl’tta: brau fieul, tlas faìt bin a purté la cultüra piemunteisa an tal mùnd, ajè da manca.
A proposito del bal dei síngher al cual ti ciamìa partesipè: scùtme mí, tlàs fai bìn a lassé pèrde; aspoelnen balé ‘nsema ai moru e poei dej feu. a smia brut….
An parluma a Pontida!
Fase ‘l brau.
A’rvzze, Mario.