Home viaggio diari Rabadan Tour 2014: Barcelona!!!

Rabadan Tour 2014: Barcelona!!!

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Casa Battlò: l'anelata meta © Morando BC

L’arrivo triunfál in Paseo de Gràcia è previsto tra le sei e mezza e le sette di stasera, ma se continuo così non ci arriverò neanche fra tre giorni. Ho le gambe dure, legnose, il passaggio sui Pirenei di ieri ha pesato più del previsto e le tonnellate d’acqua prese con l’aiuto del vento freddo devono aver fatto il resto.
Ho circa 105 Km da fare e la prima metà della strada tra Girona e Barcelona es una mierda: lunghe salite con pendenza media e corte discese secche mi spezzano il ritmo e devo ricorrere continuamente al cambio.
Che da un paio di giorni fa un inquietante rumore di ferraglia.
Se la strada comincia a salire e devo ‘scalare’, faccio come quando le suore si spostavano in gruppo negli anni ’70 sul mitico pulmino Fiat 900 T: l’audace Sorella Autista che decideva che a mettere anche la terza non si commetteva peccato, deponeva la sua vita nelle mani del Signore e, spostando la cloche, sperava in un qualche miracolo automobilistico.
Yo tambièn, iguál: ruoto la manopola e….qualcosa succederà, no?

Inoltre vedo che il pedale destro è un po’ disassato: che abbia spinto troppo nelle ultime, decisive salite? Lo scopriremo solo pedalando….

Mi permetto, infine, una riflessione ciclistico/populista: e se invece di preoccuparsi di scrivere i cartelli in due lingue praticamente identiche (se voglio scrivere ‘pedaggio’ e sullo stesso cartello metto PEAGE e PEATGE, oppure CENTRO CIUDAD insieme a CENTRE CIUTAT…MA CHE DIFFERENZA C’É?!?!), ‘sti separatisti si occupassero di altre questioni più rilevanti e salvifiche, non sarebbe meglio?
Un esempio? La logica stradale.
Per andare da Girona a Barcellona ci sono solo due strade: l’autostrada, con il traffico evidentemente PROHIBIDO alle bici e la National 11, per definizione percorribile anche da noi pedalatori.
Ma se la corsa al progresso ti spinge ad aumentare le corsie della Nazionale per farla diventare una SUPERVIA, perchė la prima cosa che fai, benedetto assessore al traffico della Generalitat Catalàna, è mettere i cartelli di divieto di transito alle bici?
MACCHEperdincibaccoHAINELCERVELLO? QUALE ALTERNATIVA POSSO USARE, SE MI AVVISI SOLO A RIDOSSO DELL’ENTRATA NEL TRATTO VIETATO? Devo tornare a Biarritz ed arrivare a Barcellona passando dai Paesi Baschi?
Lo so cosa mi risponderebbe: ‘Amicos caros, ascoltas me, fattis los cazzos tuyos….’

Ohmmmm, calma: tuseibellodentro, tuseibellodentro, tuseibellodentro….

Decido di spezzare il bad mood, arrestandomi per pranzo appena passata la mitad della tappa.
Detto fatto: quando mi fermo nel ‘peggior bar-a-tapas di Tordera’ mi rifocillo con il clasíco jamon, queso y calamares ed il mondo mi sembra già più vivibile (beh, c’é sempre l’EX-Cavaliere, ma anche lui, prima o poi, andrà ad Hammamet, Beirut o Sant’Elena, no?…..).

Come per magia, appena ripartito, non faccio che pochi chilometri che la strada si sposta lungo la costa e la mia giornata vira decisamente al bello: il vento contrario cessa d’incanto, le salitone si trasformano in morbidi rettilinei dove tenere una buona velocità di crociera e persino il paesaggio ne guadagna: non diventa quello di un’isola greca ma perlomeno può rivaleggiare con l’Aurelia ligure.

Cafesito in un bar di Matarò dalla titolare simpatica e fanatica di FB, e poi via, per gli ultimi 15 chilometri che percorro su una ciclabile bellissima, che si snoda lungo la spiaggia.

Ho appuntamento con Jean, un organizzatore di viaggi su recumbent, francese che vive da anni a Barcellona e che mi ha contattato per incontrarmi allorquando fossi giunto al termine.
Entro in Barcellona alle cinque e mezza, ma prima di arrivare al traguardo ci sono ancora un tot di chilometri e sarebbe d’uopo non sbagliare strada; così mordo le ruote di Juan, un velocissimo nonnetto che, per star dietro alla sua pieghevole, mi fa sputare l’altro polmone.
Egli abita non lontano dal reale terminus del mio viaggio, e mi invita a seguirlo, percorrendo le nuove, spettacolari ciclabili che hanno realizzato in concomitanza con il lancio del bike sharing.

Alle 18,55 di oggi, 27 maggio 2014, arrivo al 43 del Paseo de Gràcia, sede della Casa Battlò, spettacolare esempio di architettura civile avanguardista di inizio Novecento.
Ci arrivo dopo 8 giorni e 870 km di puro spettacolo, ma adesso le mie sensazioni sono molto, molto confuse.

Mia moglie Antonella, al telefono mi domanda quello che mi sono chiesto anche io negli ultimi due giorni: e adesso che ho finito? Non mi mancherà tutto ciò?

Due anni fa, nel preciso momento del mio arrivo sotto la Tour Eiffel, ebbi effettivamente un momento di defaillancee, se non avessi avuto la famiglia a far da ragionevolissimo freno emotivo, avrei scattato le foto di rito e poi avrei proseguito, almeno fino alle spiagge dello sbarco in Normandia, altro mio pallino pericoloso…

No, oggi no, e non solo perchè sono stanco per la recente sfacchinata pirenaica; è che tutto ciò mi è bastato, è stato bello perchè ho fatto QUESTO tragitto, perchè è durato QUESTI giorni, ma soprattutto perchè poi torno alla mia vita, che mi soddisfa.

Mi vengono in mente le parole di quel musico e cantore dell’animo umano, poeta del cuore, funambolo della rima baciata, che vi scrivo qui sotto, dopo di ché da voi mi congedo, dando appuntamento al prossimo anno: stesso mese, stesso scemo.

‘Ma quello che conta tra il dire e il fare
é saper andare via ma saper ritornare’

J.Iglesias – ‘Se mi lasci non vale’ – 1976

Buona strada a tutti.
Dave.
murand@hotmail.com

Km di tappa: 107
Km totali: 867

Banda sonora del giorno: gli stessi di ieri ma si sono aggiunti altri, visto il momento di difficoltà:

The Cure: live in Japan 1992
Japan: visions of china
Richard Hawley: tonight the streets are ours
Elmer Food Beat: La cassière de chez Leclerc
The Black Key: Lonely boys
Led Zeppelin: I am gonna crowl

e poi, quando ė chiaro ormai che ce l’ho fatta
Jim Croce: i got a name

ed infine, la pacchianissima:
Barcelona – Montserrat Caballé & Freddie Mercury.