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Rabadan Tour 2014: zero tituli

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Entrata bagnata in Catalunya © Morando BC

Per la tappa di oggi mi sono venuti in mente tre titoli con altrettanti incipit e, visto che sono diventato un (ormai) vecchio porco, non si butta nulla e decido di usarli tutti e tre.

1) Lutto National
2) “Giancarlo, papà ti ha mai raccontato…
3) Sui Pirenei la svolta del Tour!

1) ‘sti ****i di ****a del Front National hanno vinto le elezioni (scusate, ho sbagliato, non ci si dovrebbe lasciar andare così, lo ammetto ho esagerato: due complementi di specificazione di seguito non è un errore, ma non si fa, è ridondante…).

2) … perchè parla col fischio ed ha un polmone solo?” Perché l’altro l’ha lasciato sui Pirenei – Porca Zozza! – ecco perché…

3) Dopo una fuga di 33 chilometri, Aldebrando Diotallevi ha incredibilmente attaccato ancora sulla rampa definitiva. E va su, la locomotiva di Buttigliera, va su!
Nell’ultimo chilometro si è assistito a scene di isteria collettiva che non vedevamo da anni: ali di folla rancorosa ma ammutolita, riversavano sul valoroso grimpeur della Regale Squadra Valsusa un silenzioso astio ed un muta ammirazione per la forza dimostrata, al momento senza eguali al mondo.
In una plumbea e fredda giornata di fine primavera, il nostro fiero difensor della Patria tagliava l’ambito traguardo di Les Perthus, suol straniero e ostile, vincendo il Gran Premio della Montagna.
Quindi protendeva le possenti braccia dai guizzanti muscoli verso il meritato alloro.
Possiamo dire che, ancora una volta, i Pirenei sono stati decisivi e che il Tour, oggi, ha emesso il suo verdetto: il ciclismo italiano è vivo, viva il ciclismo italiano.’
E i francesi che si incazzano, e le balle ancor gli girano…

Raymond Queneau me li bollerebbe come vacui esercizi di stile…

Ma veniamo alla ‘vera’ tappa odierna: è stato un inferno!

Parto un po’ tardi rispetto al solito, a causa dei due resoconti del weekend che devo spedire in Italia, ed anche perché immerso nella lettura, sui due più diffusi quotidiani francesi, dei tristissimi consuntivi di un’elezione storica, che ha spazzato via quasi 70 anni di alternanze liberale/socialista.
Ok, ok, è stato anche grazie alle scappatelle extraconiugali di Hollande, che la gente si è stufata e spostata a destra (la Francia NON è l’America e François NON ha il carisma di JFK…..), ma il Front National ha vinto con lo slogan ‘NO A BRUXELLES!’
Ma perché?? Cosa vi hanno fatto i belgi? Teneteveli stretti, come noi ci teniamo i Carabinieri, altrimenti chi ci farà sorridere nei prossimi anni?….

Vista la pericolosa pentola xenofoba che bolle sempre di più, per un veterocomunista disilluso e rincoglionito come me, va proprio bene che oggi sia in programma lo sconfinamento; non potrei sopportare la vista dei miei amati francesi che, doucement, si suicidano così…

La strada è brutta, ma proprio brutta per molti dei 100 chilometri circa e quindi non varrebbe neanche la pena descrivervela (ma poi dalla redazione mi redarguirebbero duramente ed allora lo faccio…).

Fino alla frontiera il paesaggio è montuoso, discretamente vario, ma dall’altra parte del confine la tristezza fa da padrona; a parte i primissimi chilometri fino a La Jonquera, che sono un susseguirsi di stockisti d’abbigliamento, distributori di benzina e centri commerciali, fino a Figueres la strada non dice NULLA. Piattume totale.

Invece, ogni volta che passo davanti alla casa-museo di Dalì, mi emoziono.
Un genio….un genio!

Et diluvium fuit: quattro ore di pompa sui pedali, in mezzo a nuvole d’acqua, con un occhio costantemente rivolto agli specchietti retrovisori per tenere sotto controllo la situazione.
Cambio abbigliamento ben due volte, per poter ogni volta rimanere qualche minuto asciutto e non buscarmi un raffreddore proprio sul filo di lana.
Ed infine c’è puzza: mamma mia, che schifo.
L’olezzo che ammorba la mia intera cavalcata fino a Girona è un misto di animale morto + erba bagnata e tagliata, rimasta schiacciata per giorni sotto un telo di plastica… mi son capito solo io, vero?

Le nuvole sono spesse e scurissime e creano un’oscurità che fa sembrare l’ora più tarda, ma almeno mi spingono a proseguire, sfinito e a mollo, fino alla prima, grande città catalana.
Sapete, non è tanto l’essere fradicio ad irritarmi, quanto piuttosto il fastidio che mi danno i baffi gocciolanti ed il ferretto del reggiseno che si appiccica alla pelle….

Stasera ho trovato un Hostal dignitoso, ma nel quale credo che buona parte dei miei amici non si sarebbe neanche sognata di soggiornare. Ha il solito, grande vantaggio: è situato nel centro historico y peatonal  e mi evita di riprendere la bici per andare a mangiare.

Pulpo a la gallega, pan y tomate e jamon superior: avrò anche preso una cisterna  d’acqua in testa, ma queste cose aggiustano subito i conti e guardi la vita da tutt’altra angolazione (la conoscete la storia del Re Tacco e della Principessa Ballerina?…)

Mi restano giusto un centinaio di chilometri mal contati: domani passerella per Barcellona e si chiude…..sniff, sob.
Buonanotte.
Dave.
murand@hotmail.com

Km percorsi 109
Km totali 760

Banda sonora del giorno: oggi è stata dura, per scalare i Pirenei ho sentito il bisogno di avere con me le migliori firme del rock ‘duro, sporco e cattivo’; nessuno si è tirato indietro e quindi voglio ringraziarli tutti, qui ed adesso:

AC/DC: Thunderstruck
Iron Maiden: Phantom of the Opera
Huey Lewis & the News: Heart and soul.
Mano Negra: letter to censors (anzi, tutto l’album Babylon)
Deep Purple: highway star
Van Halen: Panama
Ten Years After: Love like a man
RHCP: Blood Sex Sugar Magic (tutto l’album, of course)

ed il solito, grandissimo James Brown con la sua Sex Machine, per ricevere quella spinta ‘ignorante’ che serve sempre quando sei ormai cotto (testa bassa e pedalare: ghidopppaaaaaa…..).

Partenza: 10,55
Arrivo: 20,20