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Sui pedali da Milano a Oslo per chiedere il Nobel per la Pace alla bicicletta

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Paola Gianotti con Giulietta Pagliaccio alla vigilia della partenza © Monica Macchioni per BC

E’ partita, sabato 16 gennaio, da Milano; arriverà a Oslo il 29, dopo aver pedalato per oltre 2000 chilometri, per consegnare simbolicamente la candidatura della bicicletta a Premio Nobel per la Pace. Per Paola Gianotti è un’impresa che si aggiunge al già ricco palmarés di una cicloviaggiatrice che, a 34 anni, sulle due ruote ha già fatto il giro del mondo. Ma questa ha un significato particolare: con lei viaggiano infatti le firme della candidatura della bicicletta a Premio Nobel per la pace.

Il Nobel per la pace alla bicicletta, suggestiva provocazione lanciata già anni fa da Alfredo Martini, e poi raccolta con l’idea di ‘tregua olimpica’ (Bike4Truce) promossa da Valerio di Vincenzo, è stata poi formalizzata e rilanciata in grande stile da Caterpillar, il programma di Rai Radio2 condotto da Massimo Cirri e Sara Zambotti.

Alla visibilità mediatica si sono aggiunte una raccolta firme (una vera e propria petizione popolare, di cui trovate sul sito di Caterpillar i dettagli) e ora la missione di pace di Paola Gianotti; che sulla strada di Oslo transiterà tra l’altro a Strasburgo per promuovere l’iniziativa al parlamento Europeo.

L’iniziativa è sostenuta anche da Fiab, che ha contribuito alla divulgazione del progetto e alla raccolta delle firme, in piena sintonia con le motivazioni che spingono alla candidatura: la bici come veicolo pacifico, democratico, ecologico, salutare. Giulietta Pagliaccio, presidente Fiab, pedalerà insieme a Paola Gianotti nel primo tratto del suo viaggio: sulla strada, Paola sarà poi scortata da una continua staffetta di solidarietà; ad accoglierla a Oslo, tra gli altri, sarà l’ambasciatore italiano in Norvegia.

La candidatura formale della bici a Premio Nobel per la pace passerà poi per una petizione firmata –con adesioni trasversali e sovranazionali – di parlamentari italiani e di altri Paesi europei.