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Venezia in bici: 7 bellezze da scoprire pedalando tra laguna e terraferma

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In bici al parco San Giuliano di Venezia
San Marco e la laguna visti dal Parco San Giuliano - foto © Stefano Marchiante / Comune di Venezia

C’è una città, in Italia, che non ha nulla da invidiare alle grandi capitali europee della bicicletta. Questa città, per chi non lo sapesse, è Venezia. Certo, San Marco e i sestieri della Venezia insulare sono ovviamente off limits per le biciclette. Ma sulla Venezia di terraferma, tra Mestre e Marghera, è cresciuta in vent’anni una rete di oltre 170 chilometri di piste ciclabili. Belle, sicure, nel verde, con ponti, incroci e sottopassi progettati con cura. Sono perfette per i tanti residenti che le utilizzano per la mobilità quotidiana. Ma sono anche un mezzo a disposizione per il cicloturista che vuole scoprire tesori nascosti al di qua e al di là della laguna. Le hanno pedalate in tanti, nelle uscite in bici organizzate dal Comune di Venezia in occasione della Settimana Europea della Mobilità (ve ne diamo un assaggio in questo video).

Le abbiamo pedalate in lungo e in largo per realizzare il dossier Venezia che è il centro dell’ultimo numero di BC (a questo link potete scaricarlo in versione pdf). E vi diamo una selezione di 7 bellezze da cui lasciarsi incantare scoprendo Venezia in bici tra isole e terraferma. Per prepararvi, ecco, dal sito del Comune di Venezia, la pagina da cui scaricare la mappa aggiornata delle piste ciclabili.

Il ponte della libertà

È il celebre ponte translagunare, che dal 1933 collega la Venezia insulare alla terraferma. Treno, auto, ma anche biciclette. Dove chi pedala ha il privilegio di una corsia esterna, separata dal traffico. Sono 4 chilometri a filo di laguna, con lo skyline iconico di San Marco e dei mille campanili che si avvicina, e con il bonus scenografico di un ultimo tratto di ciclabile a sbalzo sull’acqua realizzato grazie ai fondi europei nell’ambito del PON Metro 14-20. In piazzale Roma c’è il grande Bici Park coperto, inaugurato nel 2020, per proseguire a piedi tra calli e campielli. Al Tronchetto si può prendere il ferry che conduce, con bici al seguito, sulle isole esterne, Lido e Pellestrina.

Il Lido e Pellestrina

Un occhio alla laguna, uno sul mare aperto. Sul Lido si pedala tra le atmosfere aristocratiche dei grandi alberghi belle époque e  i panoramici tratti lungolaguna e lungomare, si scopre il placido porto-canale e ci si addentra bici alla mano nel borghetto di Malamocco passeggiando fino alle ruvide scogliere sul mare dei Murazzi. Poi si riprende il ferry ed ecco Pellestrina, con lo charme senza tempo delle sue casette colorate, degli orti e delle vecchie osterie. E se non avete la bici al seguito, potete sfruttare quelle del bike sharing veneziano: che oltre che a Lido e Pellestrina ha portato i suoi stalli anche a Sant’Erasmo (dove il ferry non arriva), la più grande delle propaggini isolane, dove Venezia in bici offre l’imprevedibile fondale di frutteti e campi coltivati, e dove si scopre un angolo di campagna circondato da barene, canali e lembi di spiaggia

Il Parco San Giuliano

La laguna e San Marco visti dalla terraferma, un quarto d’ora minuti in bici dal centro di Mestre; al “Central Park” di Venezia, 74 ettari di parco sull’acqua, si pedala in libertà, condividendo tracciati e panorami con joggers e skaters. Accattivante spazio verde, dolcemente ondulato e digradante verso l’azzurro della laguna, il parco è un luogo perfetto per il tempo libero delle famiglie, attrezzato con impianti sportivi. Qui una volta era una discarica industriale; e il passaggio a parco urbano è un modello ammirevole di rigenerazione urbana.

Il Forte Marghera

Confinante con il Parco San Giuliano, è la fortezza costruita dagli austriaci per tener d’occhio Venezia dalla terraferma; qui sono i canali a disegnare la tipica stella dei vecchi manuali di architettura militare; un nuovo, coreografico ponte ciclabile, realizzato grazie ai fondi europei Pon Metro 14-20, li scavalca per depositare nell’area del Forte. I magazzini e le guarnigioni sparse tra radure e boschetti sono state riconvertite a luogo di socialità e cultura, un piccolo museo militare tramanda la funzione storica del luogo, pub e taverne invitano a prolungare la sosta, approfittando dell’ampio bicipark nel verde, con tanto di armadietti riservati.

Downtown Mestre

La nostra ricognizione di Venezia in bici prosegue nel cuore antico di Mestre, dove si pedala a ritmo tranquillo nella pedonale via Poerio, fiancheggiata da un romantico canale riportato alla luce di recente, e dove – in questo caso bici a mano – si scopre la grazia di via Ferretto, allungata ed elegante come un campiello di terraferma, i tavolini dei locali che invitano a una soste en plein air. Passato e futuro si specchiano nelle forme più vistose del centro storico, le merlature medievali della Torre dell’Orologio, e la policromia sgargiante dell’M9, Museo del ‘900 inaugurato quattro anni fa.

Il Bosco di Mestre

Il Bosco di Mestre – foto © Stefano Marchiante / Comune di Venezia

Bussola a nordest, si viaggia il mare alle spalle, passando per Carpenedo, fino al riscoperto, e fortemente voluto polmone verde della città: quel Bosco di Mestre che si sviluppa per 230 ettari, frutto della saldatura di più ambienti naturali in un unico intreccio di sentieri e sterrati, pedalabili, dove pannelli didattici raccontano l’ecosistema, laghetti e canali fanno capolino tra i prati e le zone alberate. Una wilderness a portata sia dei residenti che dei turisti, a 20 minuti in bici dal centro di Mestre.

L’argine del Dese

Ancora terraferma, sul filo dell’acqua; questa volta è quella dolce del Dese, il fiume di risorgiva che attraversa le provincie di Padova e Treviso prima di sfociare in mare a Mestre. Si esce a nord dai confini comunali per risalire, in parte su ciclabili, l’argine del fiume, assaggiando la bucolica bellezza del retroterra veneziano: superi il confine urbano ed è già Mogliano Veneto, provincia di Treviso. Altro florilegio di ville d’epoca costruite dai notabili della Serenissima. Altra prova che di Venezia non scopri tutto finché non le hai girato per bene attorno. E la bicicletta è il modo migliore per farlo.