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Città 30, ecco la proposta di legge promossa dal mondo delle associazioni

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La piazza scolastica di Bologna, "testata" nel 2022 in via Procaccini, nel quartiere Navile, su un’area di 300 metri quadrati. Una misura da vera città 30

Hanno scelto la terza edizione di MobilitARS a Bologna, conclusasi lo scorso week end, per presentare la proposta di legge nazionale sulle città 30 in Italia. Stiamo parlando delle tante associazioni in prima fila sui temi della mobilità sostenibile e dell’ecologia, tra cui quella Fiab, Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta da mesi in prima fila con flash mob e iniziative sui territori per chiedere ai comuni e alla politica di imporre un limite di velocità chiaro sulle strada urbane. L’ex assessore della Mobilità di Bologna ed esperto di mobilità sostenibile di Fondazione Innovazione Urbana di Bologna Andrea Colombo ha avuto la responsabilità di scrivere il testo della proposta di legge presentata alla stampa e all’opinione pubblica.

«L’idea è che la proposta di legge sulle città 30 possa essere fatta propria da una serie di parlamentari sensibili e attenti al tema – spiega Colombo a BC – A mio avviso sono due gli aspetti più importanti: rendere la città 30 non più una scelta di singole amministrazioni, ma una vera e propria politica nazionale; e poi replicare nella normativa italiana le buone leggi dei Codici della strada di altri paesi europei. Noi abbiamo preso spunto da Spagna, Inghilterra e Francia».

Cos’è una città 30

Il testo della proposta di legge nazionale sulle città 30 in Italia è composto da 6 Titoli e 18 articoli complessivi. Il linguaggio è normativo, ma al tempo stesso chiaro per chiunque abbia a cuore una trasformazione degli spazi pubblici in ottica bike friendly. All’articolo 2 si dà la definizione di città 30, un comune dove non basta semplicemente ridurre la velocità con una nuova segnaletica. Richiede infatti “applicazione generale del limite massimo di velocità di 30 km/h nelle strade urbane, salvo quelle a 50 km/h (inversione tra regola ed eccezione); adeguamento dell’infrastruttura stradale per la moderazione del traffico e della velocità; rafforzamento dei controlli sul rispetto delle regole di comportamento in strada; campagne di educazione, informazione e comunicazione rivolte alla cittadinanza e a tutti gli utenti della strada”.

Legambiente, FIAB, Salvaiciclisti, Kyoto Club, Amodo, Clean Cities, Asvis e Fondazione Michele Scarponi hanno sostenuto e promosso questa proposta. Nel testo si citano le strade residenziali e scolastiche, dove il limite di velocità scende addirittura a 20 km/h. Per adeguarsi anche ad altri contesti europei nella proposta di legge si stabilisce, all’articolo 8, che “i Comuni, senza più limiti o necessità di autorizzazione ministeriale, possono adottare dispositivi ed eseguire interventi infrastrutturali di rallentamento della velocità, per tutta o parte della carreggiata, in zone, strade o punti”.

Le risorse necessarie

All’articolo 10 si parla delle risorse necessarie per tradurre queste norme in città 30 vere e proprie. “Ogni anno, il Ministero dei trasporti e infrastrutture destina almeno il 15% dei fondi disponibili a bilancio per il ‘Piano Nazionale Sicurezza Stradale’ al finanziamento dei progetti dei Comuni di realizzazione delle Città 30”. Non mancano gli articoli dedicati a potenziare strumenti di deterrenza come gli autovelox e a consentire alle autorità di sfruttare le telecamere cittadine per perseguire comportamenti pericolosi al volante (come lo smartphone alla guida).

Pubblicità e comunicazione

La proposta di legge promossa da FIAB prende spunto anche da quanto già in vigore all’estero. In Francia, ad esempio, le pubblicità delle auto devono contenere spot pro mobilità attiva. A tal riguardo l’articolo 16 del testo impone che “le pubblicità di auto devono contenere anche un messaggio promozionale che incoraggi la guida sicura e l’uso della mobilità attiva, condivisa e pubblica”. Nello stesso articolo si aggiunge poi che “una quota pari al 5% delle spese sostenute per pubblicità di auto è devoluta allo Stato per realizzare campagne pubblicitarie di promozione della mobilità sostenibile e della sicurezza stradale”.