Home viaggio diari Rabadan Tour 2014: pensavo fosse il mare (e invece era un camion)

Rabadan Tour 2014: pensavo fosse il mare (e invece era un camion)

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Mulino Daudet RT2014 Morando
Un impavido figuro posa di fronte al mulino di Daudet - RT 2014 © Morando BC

Sveglio di buon’ora, as usual, scendo a preparare Ronzinante ed a fargli una piccola manutenzione ordinaria: lubrificazione e regolazione catena, controllo delle brugole, tensionatura dei freni (ah ah ah…).

Parto, ma immediatamente mi arresto: ieri sera la vista dell’hotel-oasi mi ha immediatamente appagato ma ora posso scoprire il paesino in cui sono finito.
Mirabeau è la quintessenza dei miei villaggi francesi preferiti: palazzo della Mairie d’epoca in una piazza con fontana, café dal sapore retró (accidenti: il vecchietto con le papier mais non deve essersi ancora svegliato…ma c’è il suo posacenere Ricard), rotonde iperfiorite.
Mi scalda il cuore, ma anche i muscoli, perchè da qui in avanti, per la prima trentina di chilometri trovo solo salita, morbida ma costante, per cui annaspo ben sotto i venti all’ora. Ed allora ogni tanto scendo e spingo!

Il ginocchio dolorante é ormai solo un ricordo, ma continuo a stretchare, massaggiare, incremare, per evitare che si incricchi di nuovo…assámai!!
Anche perchè, francamente, la mia Trabant a pedali è molto robusta, ben costruita e va che è una meraviglia, ma difficilmente rientrerebbe nei Pesi Piuma (non mi lamento mica, Tiberio: questa ghisa è di ottima qualità….).

L’obiettivo odierno è arrivare ad Arles, e la comoda Nazionale 113 mi ci porterebbe dritta dritta, ma non ne posso più del traffico dei camion e quindi, attraversata la Durance, adotto il consiglio di Aimée e devio, seguendo un reticolo di stataline che mi dovrebbero portare allo stesso traguardo, ma con maggior soddisfazione.
Chiaramente, sulle piste indiane battute soprattutto dagli indigeni, i panneaux non sono né frequenti, né cosí chiari e quindi sono spesso fermo a coté, a consultare mappe e domandare ai villici. Che ne sanno poco…
Ma le strade percorse ed i pays attraversati sono una favola, quindi le perdite di tempo sono ampiamente ricompensate da un animo più appagato e da un cuor leggero.

Quando ho fame seguo la mia vecchia, solida tradizione: bistrot urfido, con furgoni parcheggiati ed operai manducanti = buon cibo & prezzi onesti.
Il restaurant De la Bastide non si sottrae a questa logica e mi regala una delle piú buone insalate che abbia mai mangiato.
Intendiamoci: é tutto fuorchè politicamente corretta; il mio amico gastroenterologo mi sparerebbe se vedesse la forma intera di camembert alla griglia che troneggia al centro, circondata da cipolle e prosciutto crudo.
Rari fili di carota rapé cercano di equilibrare la situazione ma una préssion annega definitivamente il mio senso di colpa…

Riparto un po’ stordito, ma fortunatamente trovo sempre la strada giusta, fino a Eyguières, avanposto dell’ultima tranche di oggi.
La simpatica e gentile Samira, del locale ufficio turistico, mi consegna una mappa intonsa su cui evidenzia gli ultimi 40 km da seguire.
Ed ha ragione: Aureille, Mouriés, Paradou e Fontvieille sono deliziosi villaggi attraversati da una piacevolissima stradina.
Che per un terzo condivido con Claude, locale organizzatore del Cyclotourisme: prima mi supera salutando, poi, incuriosito, mi attende e si affianca, presentandosi.
Porta benissimo i suoi 80 anni, e mi racconta di una carriera militare passata tra Indocina e colonie nordafricane negli anni ’50, mentre viaggiamo ad una velocità abbastanza sostenuta; io ho il fiatone e lui gigioneggia, fresco e pimpante.
ECCO PERCHÉ, PORC****: lui ha un’assistita!!! ‘tacci sua….

Per oggi era prevista pioggia da pranzo in avanti, ma si manifesta solo nel tardo pomeriggio, quando ormai mi trovo a 15 km da Arles; ho ancora tempo per una foto ricordo davanti al mulino, che ha ispirato lo scrittore Alphonse Daudet per la sua raccolta di novelle ‘Lettere dal Mulino’, dentro al quale è stato ricavato uno spazio museale a lui dedicato.
Alle 19, tutto imbacuccato nel mio kway, faccio finalmente il mio ingresso nel centro storico di Arles e mi concedo un sacrosanto Perroquet!

Rapida sistemazione presso l’economico ma pulito Hotel Voltaire nella piazza omonima e soliti riti post pedalata; domani finalmente vedrò e respirerò il mare (in verità, verso fine mattinata, ho avuto la sensazione di percepirne già i profumi, del sale, del pesce, della sabbia…ma era il camion della monnezza che mi aveva appena superato).

So long,
Dave.
murand@hotmail.com

Km odierni: 112
Km totali: 336
Bande sonore du jour:
– MOPLEN, raccolta n.7
– altri podcast di POPCORNER
– give it away, RHCP
– Che idea, Pino D’Angiò (sentita nel ristorante dove ho mangiato stasera, con la cameriera agée che la fischiettava….)
Partenza: ore 9,45
Arrivo: ore 18,50