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Rabadan Tour 2014: fil rouge

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Sulla spettacolare ciclabile che collega Sete ad Agde © Morando BC

Trois, deux, un, TWEEEET! Anche senza il fischio di Guido Pancaldi e Gennaro Olivieri, mi avvio da Frontignan per una tappa che dovrebbe portare molte sorprese piacevoli e, dal punto di vista paesaggistico, mi giocherei il fil rouge che potrà essere considerata la Tappa del Tour.
Vualá: già dopo pochi km, la strada che collega Sete con Agde si rivela spettacolare; per 15 km una lunga ma stretta lingua di terra separa il mare da un enorme étang, ed é occupata da una linea ferroviaria, una statale e, giusto a coté della spiaggia, una ciclabile bella e selvaggia.
Sole, mare, ma che caldo fa (ritornellavano i Righeira con gli Statuto) e la spiaggia è così invitante…peccato non avere il costume (se ci fosse l’amico Fabiano, saprebbe consigliarmi come fare).
Vabbé, in qualche modo l’abbiamo risolta (chi la capisce è bravo).

Arrivo a Cap d’Agde, ben sapendo che qualche conoscente vorrebbe essere al mio posto ma alla ricerca di una soluzione per passare la notte; infatti, qui non si banalizza la scelta su un’anonima chambre presso un Formule 1, bensì é d’uopo organizzarsi con più articolate Formule 2+2 oppure 1+2 o ancora 1x(3+3)….
Ok, nerd che non siete altro, ve la spiego.
A Cap d’Agde esiste un gigantesco villaggio turistico molto conosciuto dal popolo degli scambisti, dove vale tutto; inoltre, il livello è molto upper class, se capite cosa intendo…
Vi faccio un ultimo esempio: se un single cercasse dei frisson per la notte e si presentasse senza compagna ed a bordo di una Trabant a pedali, anche se dotato, come me, di questo incredibile corpo scolpito apposta per peccare, si farebbero due risate e gli darebbero giusto le auto da parcheggiare…

Ma il mondo di RabadanTour è decisamente un altro e, guarda la coincidenza, lo trovo qualche chilometro oltre: oh gioia, c’é un mercato delle pulci!!
La tentazione è troppo forte per lasciar perdere, anche perché, di solito, in queste occasioni, la ristorazione che si crea attorno è di ottimo livello ed a prezzi più che onesti.
Credo siano quasi le tre, quindi un certo languorino é giustificato.
Chantal, dai genitori calabresi, parla un pessimo italiano, ma dal punto di vista gastronomico sa farsi capire perfettamente: spiedini di pesce e patatine mi riequilibrano zuccheri e proteine, e la mezza porzione di merguez che mi regala clandestinamente è un dono del Signore: halleluja!

E poi strada, strada, ed ancora strada, sotto un sole cocente…

Ho terminato i liquidi e su questo non transigo: passando per Agde ville mi fermo alla Lidl locale con lo scopo di prendere succhi di frutta a volontà.
Davanti all’entrata Josef non importuna le persone ma si rimette al loro buon cuore.
È polacco, manca da casa da anni, gira l’Europa a seconda della stagione (“MAI paesi dell’Est nei mesi invernali!”) e sembra il monello di Chaplin 30 anni dopo.
Gli prendo un paio di sandwiches ed una birra e ci sistemiamo insieme a fumare sigari.
E mi cazzia.
Ha notato che, durante la spesa, ho lasciato il cellulare sul manubrio: non si fa, scemo, potrebbero esserci dei polacchi in giro!!
Scusa??? “Si, si, a parte me, tutti i polacchi sono imbroglioni….”
Buona strada, furbacchione…

L’anno scorso con famiglia ed amici abbiamo noleggiato una penichette, quelle chiatte che risalgono i fiumi navigabili ed abbiamo passato una bella settimana sul Canal du Midi.
Il mio tragitto odierno mi vede transitare nuovamente da Port Cassaufieres, dove si ritirano e si restituiscono le barche; faccio la conoscenza di Joel, scoprendolo, come me, affiliato alla Confraternita della Ruggine: possiede varie motorette anni ’70 ed ha avuto, esattamente come me, un pulmino Renault Estafette. Separati alla nascita?…

Ma attenzione, traguardo importante: i primi 500 km pedalati!
Citando il grande Christophe Rehage, il ragazzo tedesco che ha attraversato a piedi la Cina e che, ad ogni traguardo a tre zeri, festeggiava con una danza surreale, improvviso anche io un balletto celebrativo silenzioso, di fronte agli esterrefatti ciclisti che sfrecciano sulla ciclabile del canale.

Come prevedevo, la tappa mantiene le ‘promesse’ della vigilia ed anche i paesini attraversati nei km finali sono uno spettacolo: Serignan, Vendres, Fleury, Vinassan, tutti meriterebbero una sosta, ma oggi ho ‘perso tempo’ (nell’accezione di Perotti – ‘Adesso basta’ – Chiarelettere) e fisicamente sono discretamente alla frutta.

Arrivo a Narbonne e trovo l’Hotel de Paris, un budget hotel che farebbe la felicità di ogni viaggiatore spartano e di poche pretese: in centro che più centro non si può, economico, a due passi (letteralmente) dalla Cattedrale e dall’Office de Tourisme, accanto ad una boulangerie con leccornie da urlo (“FANC*LO IL COLESTEROLOO*OOO!!!”) e gestito da una persona, in questo caso Stéphane, che si prende cura delle vostre necessità e le risolve in tempo zero.
Ricovero per la bici? C’è. Wi-Fi? Gratis. Mappe per giro della città? Quante ne vuoi. Consigli per i pasti? Ha creato lui un file excel con 6-7 suggerimenti di bistrot/ristoranti nel quartiere, a seconda delle vostre tasche ma soprattutto delle esigenze (giuro:una delle opzioni è un ristorante per il quale Stephane ha evidenziato: ‘ottimi piatti, prezzi medi XXX, con atmosfera ottima per coppie romantiche’…). Bravò!

Io non scelgo dalla lista perché so già dove andare a parare: quando sono transitato la scorsa estate era giorno di chiusura, ma stasera LE CAVE, petit bistrot super consigliato dal Routard, non mi ha deluso: sfidando il ‘muso’ di mia moglie, mi sono concesso le ostriche. Sublimi.
ACCIDENTI!!!! Ma allora….
Secondo voi, se al villaggio turistico di Agde mi vedessero mangiare ostriche, avrei qualche chance o resterei sempre il parcheggiatore troglo?…

Vabbé, buonanotte.
Dave.
murand@hotmail.com

Km odierni: 111
Km totali: 454
Bande sonore du jour:
Paul Anka – Smells like teen spirit
Trinity – Annibale ed i Cantori Moderni
Devendra banhard – intero album Mala (con particolare attenzione al secondo pezzo)