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Week-end in bicicletta: itinerari alla scoperta di Lione

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Il nuovo lungargine ciclopedonale del Rodano © Atout France / Charaffi

Un centro storico a saliscendi, una cintura di parchi e giardini, il fascino della città fluviale, alla confluenza del Rodano e della Saône. A due passi dall’Italia, Lione è una meta ideale per un week-end lungo, una città dove la bici è di casa.

Destinazione forse un po’ inconsueta per noi italiani, che ci facciamo abbagliare da sempre dalla Ville Lumière, Lione ha invece tutti gli atout per essere una meta turistica da apprezzare e godere a tutto tondo. C’è la sua vicinanza con l’Italia, c’è il più grande quartiere rinascimentale tutelato dall’Unesco; soprattutto c’è il fatto che, a dispetto di una orografia movimentata, Lione è una città molto bike friendly, che promuove le due ruote in ambiti diversi, dal turismo alla quotidianità, grazie a scelte urbanistiche attente e a politiche sulla mobilità lungimiranti. Non secondaria la tradizione culinaria della città, capitale storica della gastronomia francese, dove i piatti tipici della tradizione lionese vengono serviti nei caratteristici “bouchon”.

A spasso nel Patrimonio Sorgendo alla confluenza del Rodano e della Saône, Lione gode del fascino di molte città fluviali, movimentato dall’essere adagiata sulle due colline di Fourvière e della Croix Rousse, che insieme ai quartiere della “Vieux Lyon” e la Presqu’ile formano il centro storico, riconosciuto come patrimonio mondiale dell’Unesco dal 1998. Sul centro svetta la cattedrale gotico romanica di Saint Jean (1175-1481), nel quartiere di Vieux Lyon, sulla riva destra della Saône, dotata di un orologio astronomico del XVI secolo perfettamente funzionante; e proprio la cattedrale può essere il punto di partenza per un itinerario in bici attraverso la storia della città pedalando verso Fourviére, su per la salita du Gourguillion, una delle vie più antiche di Lione, sulla quale affacciano architetture del XV secolo.

Pendenza della strada e contemplazione non vanno di pari passo, meglio perciò scendere dalla sella per consentirsi qualche sosta a fotografare le curiose creature che ornano i palazzi e fermarsi nel punto panoramico di piazza Beauregard. Proseguendo per la rue des Frages si raggiunge il quartiere di Saint Just sulla collina di Fourvière. Volendo è possibile tentare l’ascensione comodamente in funicolare: si parte da rue Mourguet, vicina alla cattedrale e si può salire fino a Saint Just o fino a place de Fourvière.

RIQUALIFICATE, LE RIVE DEL RODANO SONO UN LUOGO INCANTEVOLE PER CORRERE E PEDALARE

Il quartiere della Presqu’ile, tra Rodano e Saône, mantiene l’assetto ottocentesco. Per raggiungere da Saint Jean la place Bellecour, terza piazza più grande di Francia con i suoi 67.128 mq, si può attraversare la Saône sul ponte Bonaparte. Percorrendo tutta la rue Edouard Herriot, si raggiunge la piazza des Terreaux, dal XVII secolo cuore amministrativo della città e ora suo accogliente salotto, sulla quale si affaccia il Municipio e al cui centro è posta la fontana di Frédéric Bartholdi (noto per la Statua della libertà di New York). A pochi passi si trova l’Opéra di Jacques Germain Soufflot, eretta nel 1756 e modificata nel 1993 da Jean Nouvel, con un progetto senza precedenti.

Proseguendo più a Nord, s’intravede la collina della Croix Rousse, caratterizzata dalla sua destinazione industriale a partire dal XIX secolo, dove la tessitura della seta viene innovata dalle invenzioni di Jacquard. Anche in questo caso, l’ascensione richiede “gamba buona” e si può procedere lungo la montée de la Grande Côte. Il percorso di circa 4 km è ovviamente panoramico e prevede possibili soste nel verde come nel Giardino de la Grande Côte. Altrimenti, si può percorrere la via dei Carmelitani, tra le prime tre strade realizzate sulla collina per raggiungere la vetta. Attenzione, però, perché nei punti più acclivi, la via diventa scalinata.

Non può mancare comunque, l’itinerario attraverso i traboules, caratteristici passaggi coperti che attraversano le pendici e gli edifici della collina, realizzati per il trasporto in spalla della preziosa seta, così protetta dalle intemperie, ai commercianti ai piedi della collina. In questo caso vale davvero la pena di dimenticarsi della bici per un’oretta o più.

Fuori dal centro, ci sono poi numerosi parchi e giardini, diversi tra di loro, sempre più attrezzati e “animati”, grazie alla volontà del Comune che riconosce i benefici del verde alla vivibilità della città. Perché dunque non approfittarne, per momenti di relax all’ombra o pedalate lungo le vie verdi? Insieme al giardino botanico del Museo Lavalle, al Rosa Mir Garden al Parc des Hauteurs, il Parco della Tete d’or, situato a Nord della città, e più antico di tutti, con i suoi 117 ettari di superficie è il più grande parco urbano di tutta la Francia. Una visita in bici o a piedi può offrire molte sorprese grazie al moderno zoo, all’orto botanico (15.000 specie vegetali), alla splendida collezione di rose (più di 700 varietà), al lago di 16 ettari navigabile con pedalò o barche a remi. Il parco è raggiungibile anche in metro: linea A, fermata Massena.

Il parco Gerland, a Sud Ovest di Lione, porta la firma del paesaggista Michel Corajoud e fa parte dei recenti interventi di riqualificazione delle rive del Rodano (analoghi a quelli compiuti con successo sulle rive del Manzanarre a Madrid). È un luogo incantevole per correre, pedalare, fare skate e molti altri sport, oltre a passeggiare tra aiuole lineari di graminacee, piante annuali e perenni, raggruppate in sei parcelle tematiche e scrupolosamente cartellinate. Da qui parte una pista ciclabile di 19 km che risale tutta la città fino al parco Miribel Jonage. Volendo è possibile raggiungere il parco anche in metro: linea B, fermata Stade de Gerland.

Da maggio 2007, i lionesi dispongono poi di un nuovo luogo di loisir: una sorta di parco lineare lungo 5 km, nato dalla riqualificazione delle rive del Rodano. Tra il ponte Raymond Poncaré e l’entrata del Parco Gerland, attraversando il cuore della città, è possibile godersi il fiume e gli spazi aperti, chiusi ai veicoli motorizzati. Su tutto il tracciato percorsi diversificati ospitano carrozzine a rotelle e pedoni e bici, pattini e roller.

Infine, fuori dalle rotte turistiche, ma pellegrinaggio d’obbligo per appassionati di cinema, il Museo Lumière: si trova a sud-est del centro, vicino alla fermata di metro Montplaisir-Lumière, linea D, e offre un percorso scientifico e storico sull’invenzione del cinematografo, all’interno della Villa di famiglia. Tra cimeli, percorsi guidati, laboratori per bambini e proiezioni speciali, c’è la collezione di apparecchi cinematografi tra cui il n. 1, ricordato per la prima proiezione della storia, quell’ Arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat, la cui proiezione suscitò nel 1896 il panico tra gli spettatori, che temevano di venire investiti da una locomotiva vera.

PER I PIù PIGRI CI SONO VEICOLI A PEDALATA ASSISTITA CON CHAUFFEUR CICERONE

Per girare, si può approfittare di un ventaglio di risorse messe a disposizione dalla municipalità.  Cyclotour-Cyclopolitain mette a disposizione veicoli a pedali con pedalata assistita dotati di chauffeur “cicerone” per itinerari storici nella Vieux Lyon, panoramici lungo le rive del Rodano, naturalistici nel Parco della Tete d’or e altri ancora. Vélo’v è il servizio di bikesharing del Comune: 4000 biciclette a noleggio dislocate in 343 stazioni, che attualmente conta 40mila abbonati.  Con Bike and See è possibile noleggiare una bicicletta elettrica, dotata di guida multimediale con Gps su I-phone, per commenti multilingue.

Per approfondimenti sulla città consigliamo di navigare attraverso il sito turistico della municipalità su quello dell’ente del turismo francese in Italia.