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5 musei della bicicletta in Italia: quando e come visitarli

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Il museo del Ghisallo inaugurato nell'ottobre 2006 è frequentato ogni anno da migliaia di appassionati: campioni ed ex-campioni, giornalisti, addetti ai lavori, ciclisti di ogni Paese che vi arrivano, in gran parte, in bicicletta.

Custodi della storia, casseforti di ricordi che così restano indelebili. Internet consente oggi di fare grandi viaggi nel passato in pochi click e stando comodamente seduti in poltrona. Ma chi vuole toccare con mano e sentire le vibrazioni della storia del ciclismo e della bicicletta, che ovviamente si mischiano con quelle della Storia con la “s” maiuscola, può approfittare dell’estate per mettere in agenda la visita a uno dei tanti musei dedicati alle due ruote che sono sparsi nel Belpaese. Ecco cinque tra i più significativi.

Il Santuario accanto al museo.
Il Santuario accanto al museo.

GHISALLO – In un certo senso il Ghisallo è un museo a cielo aperto. Una cattedrale “open air” che diventa ritrovo quotidiano di migliaia di amatori che pedalano su una delle salite più celebri della Lombardia. La piccola chiesa di Magreglio è meta di “pellegrinaggi” in bicicletta: al suo interno sono custodi cimeli e reperti che sono venerati come oggetti sacri, bici che hanno scritto pagine indelebili di questo sport. A fianco del piccolo santuario è stato realizzato il Museo, voluto da Fiorenzo Magni in persona: lì c’è la più grande collezione di maglie rosa che sono state indossate dai vincitori del Giro d’Italia. A fine giugno questa collezione si è arricchita delle casacche di Andy Hampsten, il primo americano ad avere vestito la Rosa al Giro 1988, e Chris Froome, trionfatore nel 2018. Il Museo del Ghisallo è aperto, da marzo, tutti i giorni dalle 9.30 alle 17.30; ingresso intero, 6 euro. Per info: 031 965885 oppure info@museodelghisallo.it oppure www.museodelghisallo.it

Sono 87 le bici da lavoro conservate.
Sono 87 le bici da lavoro conservate.

FABRIANO – Si chiama Museo delle Arti e dei Mestieri in Bicicletta e si trova a Fabriano, in provincia di Ancona, cittadina ben nota per le sue storiche cartiere. L’esposizione offre uno spaccato di storia italiana a partire dagli anni Venti fino agli anni Sessanta e ha un valore sociale ed educativo per quanti hanno il piacere di visitarla. “Le biciclette della collezione sono originali. Non è stato possibile stabilire l’anno di costruzione delle biciclette poiché hanno subito continue modifiche per adattamenti voluti dai proprietari, certe sono invece le regioni di provenienza I pezzi esposti sono 87”, si legge sul sito ufficiale dell’ente museale. Si possono ammirare la bici dell’arrotino, il mezzo a pedali degli antichi barbieri che si spostavano di casa in casa e anche quella del lattaio. In un certo senso si può dire che qui sono custoditi gli antenati delle più moderne “cargo bike”. Orari di apertura: dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30, tutti i giorni, escluso il lunedì. Per prenotare una visita guidata si può contattare la Uisp Comitato di Fabriano ai numeri 348.2857298 oppure 340.6861089. Per info: fabriano@uisp.it oppure www.mestieriinbicicletta.it

Il velocifero "gioiello" del museo.
Il velocifero “gioiello” del museo.

CESIOMAGGIORE – Il Veneto è da sempre terra di grandi ciclisti. Il bellunese, ancor di più. Lì, a due passi dalle vette dolomitiche, apre le sue porte Il Museo della Bicicletta che fa parte del Club Italia Musei Ciclismo ed è uno dei migliori e più completi d’Italia e forse d’Europa. E’ diretto da Sergio Sanvido e gestito dalla Fenice Società Cooperativa Sociale di Feltre. Ci sono bici d’epoca da bambino, da lavoro, da guerra, da turismo, da competizione. “Il più antico modello è del 1791, un celerifero, poi ci sono bicicli italiani, inglesi, francesi e americani dell’Ottocento e dei primi anni del Novecento. Fra le tante biciclette appartenute a campioni sportivi, citiamo ovviamente quelle leggendarie di Coppi e Bartali, in bella mostra accanto a quelle di Moser, Saronni e Pantani”, dicono dal museo. Che è aperto il mercoledì dalle 15 alle 18, e il sabato e la domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18. Per informazioni: www.museostoricodellabicicletta.it oppure info@museostoricodellabicicletta.it oppure 333.8535629

La caccia era la grande passione di Coppi.
Trofei di caccia e bici a Casa Coppi.

CASTELLANIA – Più che un museo, una casa. Se volete letteralmente “sbirciare” nel passato privato di uno dei campionissimi del ciclismo di tutti i tempi, fate tappa a Castellania, in provincia di Alessandria. Lì c’è la Casa Museo Fausto Coppi: l’abitazione edificata nella seconda metà dell’800, venne acquistata da Domenico Coppi, padre di Fausto, subito dopo la Grande Guerra. Venne modificata negli anni ‘50 da Fausto che, per la comodità dell’anziana madre Angiolina, fece aggiungere una camera con servizio igienico al piano terra, sovrastata da un terrazzo coperto con porticato. La camera oggi ha una funzione di reception e segreteria. La casa natale di Fausto Coppi rinasce il 2 gennaio del 2000, da un’idea del cavalier Massimo Merlano, grazie al patrocinio della Regione Piemonte e alla collaborazione della Gazzetta dello Sport. Orari di apertura: sabato dalle 15 alle 18.30, domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.30. La casa rimane chiusa, per la pausa invernale, dal 3 gennaio al 31 marzo. Il biglietto d’ingresso, con visita guidata, costa 2,50 euro. Per info 389.8771890 (Margherita) oppure www.faustocoppi.it

A Bra non solo bici da corsa
A Bra non solo bici da corsa.

BRA – Restando in Piemonte, in provincia di Cuneo, facciamo tappa a Bra dove, nei locali della ditta Bra Servizi, è possibile ammirare una collezione vastissima di biciclette generosamente donate da atleti e privati, anche di epoche ormai lontane, come quella del bersagliere del 1900, e quella da corsa del 1935 con il primo cambio Campagnolo a bacchetta posteriore, usata anche da Gino Bartali e Fausto Coppi. Un posto particolare meritano la maglia rosa con cui Marco Pantani ha vinto il Giro d’Italia 1998. Sono esposte inoltre le maglie iridate di Giuseppe Saronni, Stefan Roche, Gianni Bugno e Mario Cipollini accompagnate dagli articoli dei giornali e foto del tempo dedicati ai campioni del pedale che le hanno indossate. L’esposizione è aperta dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14 alle 18.30. Il sabato dall 8.30 alle 12.30; sabato pomeriggio e domenica su prenotazione. Info su www.braservizi.com