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8 insidie sulla strada del ciclista urbano (e come affrontarle)

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© James Young per BC

Anche i numeri narrano che l’Italia è il Paese più pericoloso per i ciclisti: 51 morti ogni miliardo di chilometri pedalati valgono il primato davanti a Usa (49) e Francia (28). Le cronache purtroppo raccontano settimanalmente di incidenti, più o meno gravi, occorsi a ciclisti. Soprattutto in città, soprattutto in quelle più grandi. I consigli da dispensare, in materia di sicurezza, sarebbero decine e decine, a cominciare dall’uso dei sistemi di sicurezza (casco e luci prima di tutti); però è altrettanto importante mettere a fuoco una serie di insidie della strada che il ciclista urbano può incontrare lungo la giornata, nelle sue pedalate tra casa, ufficio, scuola e spesa. Chiamandole per nome e dando qualche buon consiglio su come fare per affrontarle e disinnescarle.

LE ROTAIE – Una vera e propria trappola anche per il ciclista più esperto, per quello che si sa districare nel traffico nelle ore di punta. Le rotaie dei mezzi di superficie che solcano le grandi città (tram e treni locali) sono tra i pericoli maggiori per chi pedala quotidianamente. Consiglio: vanno sempre attraversate perpendicolarmente e con una certa decisione. Tentennare o affiancarle nello stesso senso di marcia, soprattutto quando la carreggiata è affollata, è un rischio da non correre.

LE ROTONDE – Non essendoci semafori, diventano pericolose sia se vengono affrontate (dai mezzi a motore) con troppa decisione, sia con la medesima carica di indecisione. I ciclisti che imboccano questi speciali incroci a raso devono rispettare il Codice della Strada e quindi, prima di tutto, l’ordine di precedenza. Consiglio: un accorgimento fondamentale nell’affrontare una rotonda può essere quello di guardare attentamente negli occhi l’automobilista che incrocia la vostra traiettoria; avere la certezza che il suo sguardo abbia messo a fuoco la vostra presenza è un ottimo rimedio salvavita.

IL BUIO – Cala presto la sera d’inverno; ma anche di giorno possono capitare giornate uggiose e scure. Consiglio (ovvio ma mai abbastanza ribadito): illuminatevi. E’ importante che la vostra bicicletta sia ben visibile, e lo stesso dicasi di voi: catarifrangenti e strisce luminose non devono mai mancare su mezzi, abbigliamento e accessori. Ci sono soluzioni decisamente smart, e anche complementi dell’abbigliamento spiritosi e alla moda.

IL FREDDO – La pioggia trasforma le strade, in particolare quelle con l’asfalto nuovo oppure non drenante o ancor più quelle pavimentate, in lastre scivolose: ma peggio ancora fa il ghiaccio, soprattutto quello strato vischioso che si posa sulla carreggiata all’alba o al tramonto nel corso delle giornate più fredde (e serene). Consiglio: controllate bene lo stato dei copertoni. Uno pneumatico adatto ad affrontare queste difficoltà vi renderà la vita più facile, ma ci vuole sempre un altissimo grado di prudenza.

LE AUTO IN SOSTA – Sfilare, in sella al vostro mezzo, al fianco di una colonna di auto parcheggiate, è una delle azioni da compiere con la cautela maggiore. Perché una portiera che si apre all’ultimo, senza che il conducente o il passeggero della macchina parcheggiata abbia dato un occhio alla carreggiata stradale, diventa un ostacolo insormontabile. Che può rischiare di farvi cadere a terra, in modo anche violento, o peggio, di farvi perdere il controllo della bici e proiettarvi contro altri mezzi in movimento. Consiglio: sguardo ben puntato sugli abitacoli; se notate la presenza di una persona in un’auto in sosta, rallentate, oppure prendete la giusta distanza per evitare il pericolo della portiera.

I PASSI CARRABILI – Anche passare davanti ai passi carrai senza prendere le giuste precauzioni può essere una pessima idea. Gli ostacoli, quando si è in sella, vanno “previsti”: da ogni androne, passo carraio, portone o altro, può palesarsi da un momento all’altro il muso di un veicolo che, giustamente, per mettersi in marcia deve guadagnare spazio lentamente e magari ha la visuale coperta. Consiglio: buttate sempre lo sguardo ai passi carrabili che state per superare e affrontateli a distanza di sicurezza.

LE CICLABILI TRABOCCHETTO – Tante piste ciclabili sono state disegnate in città senza tenere conto di tutti i parametri di sicurezza del caso, quelle che passano in strade a scorrimento veloce, quelle che si interrompono, che sono state disegnate “a intermittenza”, oppure che finiscono nel nulla. Stare su una pista ciclabile non significa essere immuni da tutti i pericoli e da tutte le insidie. Consiglio: ridurre la velocità, e tener d’occhio tutte le intersezioni con la viabilità ordinaria.

BUCHE E SANPIETRINI – Il manto stradale delle città non è sempre in ottime condizioni, tra buche, avvallamenti, ostacoli nascosti o impercettibili. Insidie su insidie, insomma. Con la pioggia, quella che appare come una semplice pozzanghera magari è una gola profonda nella quale si incastra la ruota della bicicletta. Nei centri storici può capitare di pedalare su un antico lastricato o un fondo a sanpietrini. Consiglio: due mani sempre sul manubrio, occhi puntati sul percorso (e per il vostro confort, se possibile, scegliete una strada più lunga ma meno accidentata).