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A Torino domenica 22 torna il Bike Pride. Chiede una città a 30 all’ora

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La testa del corteo al Bike Pride 2022 - foto © Stefano Druetta

Torna per le strade di Torino la più longeva e partecipata delle parate cittadine in bicicletta. Il Bike Pride da appuntamento per la sua dodicesima edizione domenica 22 ottobre, ore 14, al Parco del Valentino. Ci sarà un momento istituzionale di presentazione dei temi e delle rivendicazioni del Bike Pride (primo tra tutti Torino Città 30), alla presenza dell’assessora alla mobilità Chiara Foglietta. Poi il corteo di ciclisti, famiglie con bambini in testa al gruppo, partirà per un anello di circa 17 chilometri tutti su strade chiuse al traffico motorizzato. Rientrerà poi al parco del Valentino attorno alle 18. La partecipazione è libera, senza iscrizione: una buona occasione per una donazione o il rinnovo dell’abbonamento al Fiab Torino Bike Pride per l’anno 2024.

Già: partito nel 2010, il Torino Bike Pride ha dato il nome anche all’associazione che la promuove, federata Fiab. Ha raggiunto, nelle edizioni più partecipate, la bella cifra di 30mila presenze, riuscendo a valorizzare la sua doppia anima, di festa e di momento di rivendicazione. Da una edizione del Bike Pride, nel 2016, è nata l’aggregazione di un gruppo di associazioni ambientaliste in città che ha portato all’istituzione, in consiglio comunale, della Consulta per la mobilità ciclistica e della moderazione del traffico. E proprio la Consulta sarà il primo alleato e interlocutore per la campagna di sensibilizzazione Torino 30 che il Bike Pride lancia ufficialmente.

“Vogliamo invitare ogni persona a prendere la propria bicicletta per vivere in maniera migliore la strada e la propria città. Per essere parte di un cambiamento necessario verso una Torino a misura di persona. Valori che stanno all’interno del concetto di Città 30 che vogliamo promuovere”  ha commentato Milo Cuniberto, presidente di FIAB Torino Bike Pride. Con il suo Torino Città 30, l’associazione vuole replicare nella metropoli sabauda la fortunata campagna realizzata a Bologna. Quella campagna ha portato sindaco e giunta a trasformare la città emiliana in ‘Città 30’ (ve l’avevamo presentata in questo articolo) . Un modello che incarna la città a misura di persone, ben al di là della semplice limitazione della velocità.