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Aria inquinata, sono due milioni i morti all’anno

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Aria inquinata

Aria inquinata, i dati sulla salute restano sempre drammatici. Secondo due recenti ricerche pubblicate su The Lancet Planetary Health Journal quasi due milioni di casi di asma e altrettanti decessi, nel 2019, sono da imputare alla presenza di inquinanti nell’atmosfera.

Nel primo studio, condotto da un gruppo di docenti e di ricercatori di diverse facoltà americane si certifica che oltre 2,5 miliardi di persone in tutto il mondo devono fare i conti con le polvere sottili disperse nell’aria. La presenza di Pm 2.5, sottolinea la ricerca è associata in modo ormai assolutamente certo a mortalità prematura per cancro ai polmoni, infezioni alle vie respiratorie e altre patologie cardiovascolari.

Aria inquinata, soglie sempre superate

Nel secondo studio, sempre pubblicato da Lancet e sempre proveniente dagli Usa, il focus è stato posto sull’asma nel 2019. Sono quasi 2 milioni le persone, tra bambini e anziani, hanno avuto gravi problemi a causa del biossido di azoto (No2) che  staziona nell’aria come conseguenza dell’utilizzo di automobili e altri mezzi inquinanti. La soglia limite di 40 microgrammi al metro cubo è costantemente superata in numerosi Stati, soprattutto per quanto riguarda le aree urbane. E questo ha portato la Commissione Europea ad aprire 14 casi di infrazione contro 13 Paesi dell’Ue e il Regno Unito.

In Italia la situazione è sempre di massima allerta. Se dopo il lockdown i livelli di inquinamento erano fortemente diminuiti, la ripresa delle attività produttive e del traffico ha riportato molte città a sforare regolarmente i limiti. Mobilitaria 2021, l’annuale report del Kyoto Club, ha infatti evidenziato il ritorno delle polveri sottili a livelli di guardia.

Lungo il corso del 2020, diverse città italiane hanno superato più di 35 volte il limite giornaliero del Pm10 stabilito dalle Direttive Ue sulla qualità dell’aria. La situazione più critica si riscontra nella città di Torino (98 superamenti), seguono Milano con 90Venezia con 88Napoli con 57 e Cagliari con 38; anche Bologna e Roma, dopo rispettivamente due e tre anni sono tornate a superare il limite.