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Ciclostazione dei Trabocchi, una nuova risorsa per l’Abruzzo che pedala

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Primi giorni di lavoro alla Ciclostazione dei Trabocchi

Le grandi città sono sotto la lente dei media. Ma la bici muove e vince in tutto il Paese, in questa Fase 2 di progressiva riapertura dell’Italia. La settimana scorsa ha aperto alla stazione ferroviaria di Francavilla al Mare, provincia di Chieti, la Ciclostazione dei Trabocchi.

L’iniziativa si deve a Bikelife, tour operator specializzato in vacanza attiva, che l’ha concepita come una struttura multitasking. La Ciclostazione dei Trabocchi funziona come deposito custodito per lavoratori, studenti e turisti in arrivo o in partenza alla stazione. Offre una postazione gratuita per la piccola manutenzione della bicicletta e un servizio express per riparazioni d’emergenza.

Sullo scaffale, oltre alle bici – il negozio si avvale del supporto del marchio Bianchi – propone abbigliamento e accessori per la mobilità ciclistica. La flotta di mezzi disponibili a noleggio spazia dalla e-bike alla mtb e alla bici da strada.

Al servizio della Ciclovia Adriatica

La Ciclostazione dei Trabocchi mette poi al servizio del cicloturismo la sua posizione privilegiata di servizio per chi si concede una ciclovacanza sulla Ciclovia Adriatica. È l’anno, ricordiamo, in cui pedalare in Italia sarà un piacevole must per favorire turismo ed economia locale. “Scoprire l’Abruzzo in bici, come con noi hanno già fatto tanti gruppi di stranieri – auspica Claudio Di Dionisio di Bikelife – può essere una fantastica scelta, considerate le proposte di natura, arte, enogastronomia”. Ecco allora che la Ciclostazione si mette a disposizione come info point per percorsi, itinerari ciclabili, mappe e cartine del territorio. E affianca al noleggio il servizio di guida turistica, sia come accompagnatore in bici che come supporto per tour autoguidati.

Il nome? Per chi non fosse pratico del territorio, i Trabocchi sono le tradizionali strutture in legno dei pescatori abruzzesi: piattaforme che si allontanano dalla costa, protese verso il mare aperto. Danno il loro nome, oltre che alla ciclostazione, al tratto meridionale del litorale della Regione, dove il lungomare si alza regalando scorci panoramici. Uno scenario che vale il viaggio, e che si apprezza al meglio in bicicletta.