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La retromarcia di Salvini su obbligo di casco, targa e assicurazione per chi va in bicicletta

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salvini bicicletta

Secondo il ministro dei Trasporti Matteo Salvini la confusione non è stata la sua. La proposta di casco, assicurazione, targa e frecce obbligatori non riguarderebbe la bicicletta bensì soltanto i monopattini. Peccato che in Aula (il passaggio nel video è al minuto 2:47) il leader della Lega abbia fatto proprio esplicito riferimento anche alle due ruote quando ha riassunto alcune idee di modifica del Codice della Strada.

Nei giorni scorsi la protesta da parte dei cittadini, delle associazioni (Fiab in testa) e dell’industria si è fatta sentire, soprattutto sui social. In un’intervista rilasciata poi a Libero Salvini ha spiegato che le novità riguarderanno soltanto i monopattini elettrici e non dovrebbero interessare anche chi va in bicicletta. “Abbiamo già avuto modo di inviare lo scorso marzo una lettera dettagliata al ministro competente, attraverso la quale – ha spiegato il presidente di Ancma Paolo Magri – non solo abbiamo sottolineato il valore del comparto ciclo, che in Italia genera un volume d’affari di oltre 3,2 miliari di euro, ma abbiamo anche evidenziato che il nostro sarebbe l’unico Paese in Europa, dove tra l’altro l’utilizzo della bici è ampiamente più diffuso che in Italia, ad introdurre questi obblighi”.

Le proposte ribattezzate da Fiab anti bicicletta (poi ritirate) dal ministro Salvini non sono inedite. In passato diversi partiti e rappresentanti hanno suggerito l’idea di rendere casco e assicurazione obbligatori per chi pedala. La misura non ha eguali nei Paesi europei di riferimento, quelli dove moltissime persone usano la bicicletta tutti i giorni. Se applicata, infatti, comporterebbe un disincentivo della mobilità ciclistica.

A marzo Andrea Mascaretti, deputato di Fratelli d’Italia, è stato il primo firmatario di una proposta di legge depositata alla Camera dei Deputati che contiene alcuni dei punti presentati dal ministro. “Intendiamo riportare la sicurezza sulle nostre strade e sui nostri marciapiedi a tutela dei pedoni, dei ciclisti, dei motociclisti e di coloro che per lavoro e necessità utilizzano un’autovettura – ha dichiarato il parlamentare -. La proposta è semplice: regole uguali per tutti coloro che circolano con un mezzo a motore su strada: patentino, casco, targa e assicurazione”. Peccato che tra questi mezzi a motore la proposta di legge includa anche le bici a pedalata assistita. Nei mesi scorsi il ministro Salvini aveva incontrato diverse associazioni bike friendly, tra cui anche Fiab che aveva avanzato l’urgenza di puntare sulle città 30.