Home mobilità ambiente Promuovere la bici, strumento di autonomia energetica. Lettera Fiab ai sindaci italiani

Promuovere la bici, strumento di autonomia energetica. Lettera Fiab ai sindaci italiani

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La bici come strumento a disposizione, qui e ora, per contribuire a ridurre la dipendenza energetica dalla Russia. L’idea, semplice, pulita e a costo zero, è stata messa in campo da Fiab, ed è in linea con il trentennale impegno ambientalista di Fiab (per esteso si legge Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta). Ha trovato la forma di una lettera aperta ai sindaci di tutta Italia, che è stata rilanciata dai media nazionali e supportata a livello locale dalle quasi 200 associazioni e sezioni locali in cui si articola Fiab.

Nel presentare la lettera Fiab il presidente della Federazione Alessandro Tursi ha sottolineato il carattere di iniziativa che su muove nel solco dei principi della non violenza, in armonia con lo statuto di Fiab (che da anni organizza Paciclica, la versione pedalata della Marcia per la Pace). Ma non solo, è una chiara proposta di indirizzo energetico: “prendiamo l’iniziativa per proporre soluzioni concrete verso una indipendenza energetica pulita, proprio mentre il governo paventa una temporanea marcia indietro autarchica verso il carbone”.

Trovate su questa pagina del sito Fiab il testo integrale della lettera. Il richiamo storico che propone è quello alla crisi petrolifera del 1973, che solo l’Olanda seppe cogliere per cambiare radicalmente il modello di mobilità quotidiana, puntando strutturalmente sulla bicicletta. Gli spunti operativi che ricorda ai sindaci sono i nuovi strumenti per promuovere la ciclabilità in campo urbano messi in campo a seguito della pandemia, tra cui le corsie ciclabili, le case avanzate, il doppio senso ciclabile.

L’appello finale della lettera Fiab è quello ad una azione che al tempo stesso contribuisca alla sicurezza strategica del paese e protegga le tasche dei singoli cittadini. “che stringa il flusso di denaro che nutre gli autocrati delle fonti fossili, le loro armi e le loro guerre” e che risponda “alle pressanti richieste delle giovani generazioni di contrastare la crisi climatica globale. L’iniziativa di Fiab è piaciuta anche a livello europeo: l’Ecf, European Cycling Federation di cui Fiab è membro per l’Italia, ha programmato l’invio di una versione in inglese della lettera a tutte le associazioni aderenti, perché ne traggano ispirazione, adattandola nel caso alle esigenze nazionali.

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