Home storie cultura La bici, una compagna fedele. Scatti e riflessioni tra passato e presente

La bici, una compagna fedele. Scatti e riflessioni tra passato e presente

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Maria Profeta
Un cicloturista ripara la ruota nel centro di Goslar - dettaglio © Maria Profeta

Maria Profeta è una fotografa-viaggiatrice, allieva di un maestro delle immagini e del fotogiornalismo come Mario Dondero. Ma è anche una donna che vive un amore profondo per la bicicletta, trasmessole dalla madre che, fin da piccola amava ripeterle “In bicicletta non mi sento mai sola”.

Germania cuore d’Europa

E con questo titolo ha pubblicato per Aras, piccola e intelligente casa editrice di Fano, gli appunti di un diario di viaggio, che ha avuto come meta il Nord della Germania, “per raccontare il rapporto intimo tra noi e la bicicletta non solo con le parole ma anche con scatti in bianco e nero”. Germania ma non solo, perché tra le foto spuntano anche quelle di un reportage sulla bicicletta in Europa esposto in occasione del Giro 2013 in diverse città italiane.

Maria Profeta
In Normandia sui luoghi dello sbarco.
© Maria Profeta

E questo è il motivo per  le bici sulle spiagge normanne dello sbarco, ad Amsterdam e a Santiago di Compostela. Perché ogni sosta in Germania è anche l’occasione di ricordare, di legare l’Europa intera con quel filo rosso che si srotola al ritmo lento delle pedalate.

Siemens e Sacro romano impero

Maria ProfetaPoco più di un centinaio di pagine quelle di Maria Profeta, dove, attraverso la bici si ripercorrono secoli di storia e di letteratura, fermate da uno scatto che nasconde molto e molto altro.

Il giovane giapponese che ripara una ruota a Goslar nasconde la storia di una città patrimonio dell’Unesco, tra le poche risparmiate dai bombardamenti che, nella sua millenaria storia ha avuto tra i suoi illustri figli Enrico IV imperatore del Sacro romano impero e Hans Siemens, capostipite di quella famiglia che oggi significa alta tecnologia ma che ieri, soltanto ieri, utilizzava deportate nei campi di concentramento in regime di schiavitù, per produrre anche materiali destinati a rendere più efficienti i lager della soluzione finale.

A Colonia la sosta è l’occasione per ricordare presentare ai tanti che non lo conoscono August Sander, fotografo inviso ai nazisti, che caricando la sua attrezzatura sulla bici se ne andava per le campagne a fotografare gli agricoltori e gli abitanti dei paesini, “il vero volto dei tedeschi”. Quello che nulla aveva a che fare con il mito della razza ariana, dei corpi atletici e degli ideali eroici.

Un libro insolito in altre parole. Un libro di emozioni come dice la stessa Maria Profeta. «Sono partita per cercare la bicicletta e ho trovato molto di più. In ogni viaggio autentico c’è la scoperta di qualcosa di inatteso che apre la mente a nuove interpretazioni del mondo. Ma cosa posso dire di aver capito nel tentativo di cogliere il rapporto tra noi e la bicicletta? Che la bicicletta è una compagna fedele e discreta. Poco chiede per sé, impegnata con altruismo nel tentativo di migliorare la nostra vita. Specchio della fragilità, ma anche della resistenza di noi esseri umani».