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Sindile Mavundla, il 33enne che vuole portare la cultura bike friendly di Amsterdam a Cape Town

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Sindile Mavundla cape town

«Un bambino cammina per circa 15 chilometri per andare a scuola e quando arriva è già stanco. Ma se dai loro una bicicletta, arrivano pronti per imparare». Così Sindile Mavundla, 33 anni e attivista bike friendly a Cape Town in Sudafrica, spiega la missione che lo spinge ogni giorno a creare opportunità partendo da un mezzo di trasporto che può fare la differenza. Soprattutto quando si parte da una condizione di svantaggio sociale ed economica. Mavudla è uno degli oltre cento Bicycle Mayor, parte di un network lanciato nel 2016 ad Amsterdam e diffuso in tutto il mondo, con diversi rappresentanti nel continente africano tra Nigeria, Botswana, Kenya e Zimbabwe.

Molto attivo sui social, Twitter soprattutto, a Cape Town Sindile Mavundla è abituato a pedalare fin da quando era piccolo, quando andava a scuola su una bmx. Negli ultimi tempi anche nella capitale del Sudafrica la mobilità ciclistica ha iniziato a diffondersi, ma parliamo comunque di una risicata minoranza. Soltanto l’1% degli spostamenti quotidiani viene fatto in sella. «Il nostro compito è accelerare la diffusione della bicicletta, studiare come migliorare le nostre infrastrutture e presentare diverse idee su come essere una città più vivibile, con la bicicletta al centro», dice Mavundla.

Uno dei centri dell’attività di questo giovane attivista è Khaltsha Cycles, il suo negozio di biciclette a Cape Town divenuto punto di riferimento della community che ogni giorno pedala. Oltre a quello, Sindile Mavundla segue diverse attività, come Learn2Cycle con cui lui e altri volontari insegnano a pedalare a decine di persone che da quel momento in poi possono contare su un mezzo di trasporto in grado di renderli e renderle più autonomi e di conseguenza più liberi. Tra le richieste di questo Bicycle Mayor a Cape Town ci sono maggiori investimenti pubblici nella ciclabilità. Come tutti i pionieri rema contro la corrente di chi non punterebbe mai sulla bicicletta, ma la storia di città come Amsterdam e Copenaghen, oggi modello a livello globale, non è partita in condizioni di traffico così differenti.