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Ciclovia Alpe Adria: 10 gemme sul percorso in Friuli Venezia Giulia

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Alpe Adria

La Ciclovia Alpe Adria, classica tra le più amate dai cicloturisti, corre da Salisburgo, in Austria, fino a Grado, sul mare Adriatico. L’opera è stata il frutto di una cooperazione transfrontaliera tra Regione Friuli Venezia Giulia, Land Salisburgo e Land Carinzia che nei decenni scorsi hanno puntato su un’infrastruttura che collegasse l’alta Austria con il mare. Il tratto italiano è lungo 175 km con la “cima Coppi” a Camporosso, nella Valcanale, dove i cicloturisti raggiungono la quota massima di 810 metri sul livello del mare. Ma quali sono le gemme imperdibili di una delle piste più interessanti di tutta Europa? Ve ne elenchiamo dieci, discendendo da Tarvisio fino a Grado.

1 – Pontebba, sul vecchio confine

  • Pontebba, dove il ponte che oltrepassa il fiume Fella segnò il confine tra Regno d’Italia e Impero austroungarico fino alla fine della Grande Guerra nel 1919. Nel comune più grande della Valcanale, a pochi chilometri da Tarvisio, i cicloturisti possono deviare il percorso di un paio di curve per visitare la Chiesa di Santa Maria Maggiore. Il coro ospita il Flügelaltar, ”altare alato” in legno tardogotico risalente al 1517, intagliato e dipinto. L’opera è attribuita a Enrico da Villach, guarda il caso città della Carinzia attraversata dall’Alpe Adria. Tra le scene raffigurate la principale è l’incoronazione di Maria.
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La vecchia linea di confine tra Regno d’Italia e Impero austroungarico a Pontebba
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Il Flügelaltar della chiesa Santa Maria Maggiore di Pontebba

2 – Chiusaforte, pit-stop in stazione

  • Stazione di Chiusaforte, una delle fermate storiche della linea ferroviaria su cui oggi corre la Ciclovia Alpe Adria. L’immobile, di proprietà di RFI, ospita da 7 anni un bar ristorante gestito da una cooperativa. Dove una volta fermavano i vagoni che collegavano i piccoli centri della valle, ora si fermano i ciclisti per un ristoro e una pausa. All’interno dei locali è allestita anche una mostra fotografica che fa capire quanto la ferrovia fosse importante per l’economia e la vita degli abitanti. Quando la chiusero nel 1995, dopo 116 anni di attività, i residenti pubblicarono un necrologio: “Dopo una lunga e penosa malattia – si legge – è mancata la vecchia linea ferroviaria Carnia-Pontebba”. I valligiani del Canal del Ferro non chiedevano fiori, ma posti di lavoro. La Ciclovia Alpe Adria sta facendo la sua parte.
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La stazione di Chiusaforte è stata riadattata a bike cafè

3 – I viadotti sul Tagliamento

  • Viadotti e gallerie, un esempio lungimirante di recupero del vecchio sedime ferroviario. Fino a Venzone la maggior parte della Ciclovia Alpe Adria corre su un antico tracciato ferroviario, serpeggiando tra le valli attraverso ponti e fresche gallerie illuminate che tengono in vita la memoria e l’atmosfera dello storico tracciato. Tanti i viadotti che affacciano prima sul Fella e poi sul Tagliamento, il principale fiume del Friuli Venezia Giulia.
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Uno degli “affacci” sul fiume Fella

4 – Venzone, borgo bike friendly

  • Venzone, una città medievale a misura di bicicletta. Rasa al suolo dal sisma del 1976 in Friuli Venezia Giulia, la città è stata ricostruita con cura filologica per non perdere neppure un grammo del suo fascino antico e mantiene le mura trecentesche. Dentro il borgo – classificato tra I più Belli d’Italia, ciclisti ovunque. E i negozi? Bike friendly.
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Il Duomo di Venzone

5 – Gemona e il suo Duomo

  • Gemona del Friuli, dalla ricostruzione al cicloturismo. Il comune è stato l’epicentro del tragico terremoto del 6 maggio 1976 – a cui poi seguirono altre scosse – che uccise 989 persone in tutta la Regione. Quasi tutti gli edifici andarono distrutti. Dopo decenni di ricostruzione, oggi il comune scommette anche sul cicloturismo, forte della presenza dell’Alpe Adria. Tra gli edifici più interessanti, vi segnaliamo il Duomo, la cui facciata è rimasta intatta dopo il terremoto, mentre le navate interno cedettero verso destra. Per rendersene conto bisogna entrare in chiesa: le colonne – messe in sicurezza e rinforzate – sono inclinate verso destra (alla vista disorienta). Il sito religioso ospita anche un ossario sotterraneo.
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Il Duomo di Gemona del Friuli

6 – Udine tra arte e storia

  • Udine, la città del Tiepolo, pittore del Settecento. Il Duomo, l’Oratorio della Purità e il Castello devono molto a lui. Arte e storia si combinano al meglio con la bicicletta: pedalando nel centro storico, si scopre un città simbolo della storia d’Italia. Qui aveva sede il Comando Supremo Italiano durante la Prima Guerra Mondiale. A Udine si trova infine quella che è stata eletta “la più bella piazza veneziana in terraferma”, Piazza Libertà.
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La Loggia del Lionello in Piazza della Libertà a Udine

7 – Palmanova, la città stellata

  • Palmanova, a metà strada tra Udine e l’Adriatico, patrimonio Unesco e città stellata. La città fortezza costruita sotto la Repubblica di Venezia come difesa strategica contro gli Ottomani. La sua forma urbanistica è il frutto di una cerchia muraria che va a formare una stella a nove punte. Per ammirarne la geometria è possibile pedalare lungo le mura, prima di arrivare nella centrale piazza Grande.
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Piazza Grande a Palmanova

8 – Il ‘borgo privato’ di Strassoldo

  • Strassoldo di sopra, un borgo privato che conserva il suo castello medievale. Bisogna scendere dalla bicicletta per attraversare le poche stradine di questo centro. Ammirare gli interni del castello non è purtroppo cosa facile: la proprietà lo apre due volte all’anno per i “Castelli aperti”, ma è possibile prenotare visite con gruppi di almeno venti persone.
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Il borgo privato di Strassoldo

9 – I mosaici di Aquileia

  • Aquileia, città romana di importanza stategica durante l’Impero, oggi tappa obbligata dell’Alpe Adria. La zona archeologica e la basilica patriarcale sono stati i primi patrimoni Unesco del Friuli Venezia Giulia riconosciuti nel 1998. Nella Basilica di Aquileia, scrigno di mosaici, una donna di Trieste, madre che aveva perso un figlio nella Grande Guerra, scelse tra diversi soldati caduti e mai identificati quale sarebbe stato il Milite Ignoto. La salma dal Friuli Venezia Giulia raggiunse in treno Roma dove ancora oggi riposa.
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Il campanile della Basilica di Aquileia. L’Alpe Adria ci passa a fianco

10- Grado, balcone sull’Adriatico

  • Grado, il capolinea del nostro viaggio, è un isolotto collegato alla terraferma con una ciclabile protetta dalla strada. Il comune è un balcone sull’Adriatico: dal suo lungomare si possono vedere Trieste, le città slovene, l’Istria. Tra i più alti porti mediterranei, il comune è stato riconosciuto anche come Comune Ciclabile a 5 bike smile da FIAB.
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La pista ciclabile che collega la terraferma a Grado passa attraverso la laguna