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Bici e lockdown: il parere di Fiab su gite ed escursioni

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Bici e lockdown

Bici e lockdown. La nuova situazione di emergenza, che come la precedente ha fatto rivalutare la bicicletta come mezzo di trasporto sicuro, ripropone a tutti i ciclisti, soprattutto nelle zone cosiddette rosse, la questione: si può usare la bicicletta senza rischiare multe? Solo per andare al lavoro, dal medico o a fare la spesa, o anche per quella che viene genericamente definita attività motoria? E che differenza c’è tra questa e l’attività sportiva? Dove comincia una e dove finisce l’altra?

Bici e lockdown: questione di zone

Certo il decreto non poteva prevedere le centinaia di diverse fattispecie per chi vuole camminare o pedalare per stare un po’ meglio e abbandonare la forzata chiusura e chi invece pratica la corsa e il ciclismo anche se non a livello agonistico con un impegno amatoriale. Tutto si gioca oltre che su questa distinzione attività motoria o attività sportiva anche sulla classificazione delle zone in cui è presente l’epidemia. In altre parole quello che è permesso ai gialli è vietato ai rossi che in nessun modo possono uscire dai confini.

Garantire la distanza è difficile

Con buona pace di chi vive in realtà più piccole: perché se io non posso uscire da una città come Roma è un conto, se non posso farlo da Lodi è un altro. Fiab, su sollecitazione delle sue associazioni locali e di centinaia dei suoi singoli iscritti ha elaborato un parere legale che tiene conto un può di tutte questi elementi e affronta alla fine il tema che maggiormente interessava: sono possibili le escursioni e le gite? In che modalità? Come si riesce a garantire la distanza minima ed è necessario chiedere qualche autorizzazione o deroga? Una cosa è certa, dicono gli avvocati Simone Morgana e Jacopo Michi, nella loro veste di Ufficio legale della Fiab, attenendosi a quello che è lo spirito del decreto possibili resta fortemente sconsigliata l’organizzazione di gite ed escursioni, vista l’impossibilità di mantenere quella distanza minima voluta dalla legge. E soprattutto, diciamo noi, dal buon senso e dal rispetto della salute degli altri