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Bici e salute: i ciclisti sei volte più sani di pedoni e automobilisti

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Una bici al giorno leva il medico di torno. Ma per chi non dà ascolto ai proverbi valgono i dati della ricerca condotta da Glenn Stewart della Brunel University di Londra, un’analisi relativa al contesto della capitale britannica che fotografa il contributo della bicicletta nell’attività fisica che ognuno di noi dovrebbe svolgere almeno 150 minuti a settimana. Chi pedala ogni giorno, è quanto riporta la ricerca, ha fino a sei volte in più la probabilità di rientrare in uno stile di vita sano rispetto a tutti gli altri pendolari secondo i criteri dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Stella polare dello studio della Brunel University, disponibile sul sito del “Journal of public health”, sono i dati ormai noti che testimoniano l’incidenza positiva dell’attività fisica sulla salute delle persone: si va dalla riduzione fino al 30% di tutte le cause di mortalità all’inibizione tra il 20% e il 40% della comparsa di malattie cardiorespiratorie. E nonostante la comunità scientifica parli dell’attività motoria come di un farmaco miracoloso, nel mondo sono ancora in pochi quelli che lo “consumano”. Secondo uno studio del 2012 condotto su 122 paesi oltre il 30% delle persone è fisicamente inattiva.

“La gente – spiega il responsabile della ricerca Glenn Stewart – è spesso scoraggiata al pensiero di due ore e mezzo d’attività ogni sette giorni”. Ed ecco che per quella “dose” di movimento tornano utili pratiche virtuose come il bike to work e il bike to school, occasioni quotidiane per risparmiare denaro, ridurre l’inquinamento e migliorare il proprio stile di vita con ricadute concrete sulla spesa sanitaria nazionale.

Quello della Brunel University si aggiunge a diversi studi che legano l’utilizzo quotidiano della bicicletta al risparmio nel settore della sanità. E’ di cinque anni fa uno studio dell’Università di Zurigo sugli impatti degli investimenti in infrastrutture ciclabili a Portland (USA): entro il 2040 circa 560 milioni di euro spesi nel settore, dalle ciclabili al bike sharing, varrebbero un risparmio per la sanità pubblica di quasi 550 milioni di euro.