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Cicloturismo in Emilia-Romagna, la seconda guida di Ediciclo

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Cicloturismo in Emilia-Romagna
La pista della valle Furlana a Comacchio.

Cicloturismo in Emilia-Romagna. Ediciclo ha appena pubblicato la seconda parte della guida alle più belle piste ciclabili e ciclovie in regione, curata da Claudio Pedroni, uno dei pionieri e dei massimi esperti di cicloturismo in Italia. Un volume particolarmente significativo perché tocca le province di Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini, Ferrara, le più colpite dall’alluvione di maggio, per le quali, ancora di più, il turismo in bicicletta può diventare un’importante risorsa economica da sfruttare in tutte le sue valenze ricettive, culturali, enogastronomiche.

192 pagine, 44 itinerari 

Nelle 192 pagine del volume, corredate da mappe e fotografie, sono presentati 44 itinerari: 12 per Bologna, 6 per quella di Ravenna, 5 per Forlì-Cesena, 4 per Rimini, 17 per Ferrara. Si viene a comporre così un articolato progetto editoriale di 90 itinerari in due volumi per un totale di 3500 km. (il primo è dedicato alle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena, territori su cui si è sviluppato il progetto Emilia Bike Experience) frutto di un’attenta selezione che tiene conto non solo della sicurezza e attrattività, ma anche della presenza di una segnaletica chiara, di materiale cartaceo ed elettronico a supporto, di un gestore cui fare riferimento. Un secondo, importante criterio, è quello della facilità di uso da parte di ogni genere di ciclista, da quello che si muove con la famiglia, al cicloturista più esperto: percorsi facili, da una giornata o al massimo un fine settimana, per tutte le gambe, altri più impegnativi ma tutti pensati per il ciclista che si muove senza tabelle orarie e primati da battere, ma che vuole scoprire, con le dovute pause, un territorio ricco, sotto tutte le angolazioni, come quello dell’Emilia-Romagna.

Fiumi, ville e paste ripiene

Ci sono le pedalate lungo fiumi e canali che costeggiano una campagna che racconta la fatica e l’intelligenza di chi ha saputo trasformare acquitrini e paludi in aree coltivate che sono una gemma della nostra agricoltura. E percorsi che collegano grandi testimonianze storico-architettoniche: dal patrimonio del gotico e del romanico alle ville rinascimentali degli antichi ducati. E ovunque l’incontro con un’offerta eno-gastronomica quanto mai ricca e varia che trova una delle sue espressioni più alte nella pasta ripiena che troppo sbrigativamente viene definita tortellini ma che si declina, ad esempio, a Parma negli anolini, a Piacenza nei marubini, a Reggio nei cappelletti.