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Delivery solidale: una piattaforma sostiene rider ed economia del territorio

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Delivery solidale
Il giusto pagamento dei rider è al centro della piattaforma milanese So.De. che cerca sostegno su produzioni dal basso.

Il delivery solidale in una piattaforma on line che si propone di sposare un fenomeno in crescita, quello delle consegne a domicilio, con i diritti di chi lavora il sostegno a piccoli negozi, ristoranti di quartiere, librerie indipendenti. Insomma tutto quel mondo che, più che mai oggi deve fare i conti con la concorrenza della grande distribuzione e con i giganti del commercio on-line. So.De (social delivery) è un progetto di crowfunding partito a Milano su produzioni dal basso promosso da Rob de Matt, bistrot dalla forte impronta di promozione sociale e Meraki– desideri culturali, associazione che si occupa di partecipazione culturale.

Delivery solidale, il rider al centro

Al centro la figura del rider, una delle nuove occupazioni protagoniste dell’era della pandemia, nella maggior parte dei casi, lavoratori sottopagati, senza tutele e a continuo rischio incidenti.

Sarà un algoritmo a calcolare il “costo equo effettivo“, cioè quanto effettivamente costerebbe la consegna dei prodotti acquistati per un rider con un contratto subordinato e le giuste tutele anche in termini di sicurezza.

Toccherà poi a ogni persona che ha ordinato decidere, in totale autonomia, se attenersi al prezzo di un mercato senza regole o di pagare qualcosa in più proprio per avvicinarsi al costo equo effettivo.

Scopo del progetto è «creare posti di lavoro per giovanidisoccupati e persone con storie di fragilità all’interno del mondo del delivery, offrendo percorsi di formazione e di inclusione lavorativa».

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Il gruppo di amici e professionisti promotori di So.De.

L’obiettivo è fissato in 25mila euro, raggiunti quali So.De. potrà contare anche sul sostegno del Comune di Milano. L’amministrazione del sindaco Beppe Sala ne aggiungerà altri 37.500, nel quadro dei fondi del crowfunding civico lanciato a maggio, per partire e attivare due contratti subordinati per due community rider e due percorsi di tirocinio e inclusione lavorativa.

In questi ultimi anni i rider sono stati protagonisti di ricerche universitarie, battaglie sindacali per il riconoscimento di qualche minimo diritto. Di recente una sentenza a Bologna ha condannato il trattamento discriminatorio dell’algoritmo di Deliveroo.