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L’Ultima Ruota: la Milano-Sanremo pedalata per il teatro senza lavoro

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«L’obiettivo è portare al Festival di Sanremo voci e storie che per un anno non sono state ascoltate. La bicicletta, da sola, riesce già a esser potente nella narrazione e va a braccetto con il messaggio che vogliamo portare». Paola Piacentini, giornalista di Radio Popolare a Milano (dove conduce il programma Cosa ne BICI?) e insegnante di teatro, ha spiegato a BC le ragioni de L’Ultima Ruota, pedalata collettiva in programma dal 24 febbraio al primo marzo, vigilia del Festival di Sanremo. Toccando città come Pavia, Novi Ligure e Genova e storici teatri, 12 ciclisti si faranno portavoce di un movimento composto da professionisti che a un anno dallo scoppio della pandemia, con teatri e luoghi della cultura chiusi a doppia mandata, continuano a sentirsi come l’ultima ruota del carro.

La Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta ha concesso il patrocinio all’iniziativa, sostenuta da tanti attori come Arci e L’ora blu. «Ci sarò anche io a pedalare insieme a macchinisti, attori e professionisti del mondo dello spettacolo», ci ha spiegato Paola. La partenza è fissata per il 24 febbraio alle ore 9 da piazza XXIV maggio a Milano. «La prima tappa è aperta a tutti», anche se l’organizzazione non può assumersi alcuna responsabilità per chi affiancherà la carovana dato il difficile momento che l’Italia sta vivendo. Oltre ai ciclisti, l’intera macchina organizzativa seguirà il percorso con ammiraglia e camper fino a Sanremo. Per sostenere le spese de L’Ultima Ruota è stata anche aperta una campagna di crowdfunding su BuonaCausa.org.

Alla scorsa edizione del Festival vi avevamo raccontato dell’arrivo in bicicletta degli Eugenio In Via Di Gioia, arrivati all’Ariston dopo una pedalata di gruppo insieme ai fan. Quest’anno l’atmosfera sarà senz’altro meno gioiosa: ad ogni tappa di questa insolita edizione della Milano-Sanremo, L’Ultima Ruota leggerà i tanti messaggi degli operatori del settore, a testimonianza di quanto il lockdown sia costato soprattutto per chi lavora con teatro e cultura.

«Faremo sentire le storie mano a mano che le raccoglieremo lungo la nostra strada – ha concluso Paola – Stiamo già ricevendo tanti messaggi dalle persone. Ci raccontano quanto la cultura sia necessaria». Al termine di ogni tappa – si toccherà anche il Museo dei Campionissimi a Novi Ligure – ci sarà spazio anche per jam session musicali, con presìdi di piazza in sicurezza e nel rispetto delle regole, per far sentire la voce di chi vuole tornare a fare spettacolo a ridosso, non a caso, dello spettacolo musicale per eccellenza.