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Lambro di Repower: un oggetto di design

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LAMBROgino: caratterizzato da vano di carico aperto e capote retraibile. Qui in allestimento trasporto merci.

Il Gruppo Repower, attivo nel settore elettrico da oltre 100 anni e con il quartier generale in Svizzera, dal 2002 opera in Italia. In questo mercato, Repower si rivolge esclusivamente alle PMI con formule innovative dedicate alla fornitura di energia elettrica e gas naturale.
Servizi a valore aggiunto legati alla mobilità elettrica e innovazione rappresentano da sempre i valori guida per le attività di business: al settore della mobilità sostenibile Repower si rivolge attraverso prodotti, soluzioni e progetti per la ricarica di e-bike e cargo bike, a pedalata assistita.

Makio Hasuike

Sulla strada della sostenibilità si inserisce la nuova famiglia LAMBRO, costituita da due modelli di cargo bike a pedalata assistita, veri e propri oggetti di design progettati dallo studio del Compasso d’Oro alla carriera Makio Hasuike, disponibili per l’acquisto e per il noleggio a lungo termine.

LAMBRO può assumere configurazioni differenti adatte a  trasportare persone e merci, arrivando a una capacità di carico fino a 350 kg compreso il conducente, sia in spazi urbani sia in contesti privati come resort, campeggi e quartieri fieristici.

 

LAMBROgio è maneggevole e robusto, con un vano di carico chiuso, ideale per consegne veloci, trasporto di materiale e attrezzature.

 

LAMBROgino ha invece un vano aperto, con capote retraibile e sfoderabile e, con l’aggiunta di una panca, può ospitare passeggeri.

 

«Il nostro impegno nella mobilità elettrica nasce dalla ricerca costante di equilibrio tra innovazione, sviluppo e rispetto dei luoghi – dichiara Fabio Bocchiola, a.d. Repower Italia – L’approccio Repower alla mobilità sostenibile punta alla realizzazione di soluzioni di ricarica e mezzi elettrici integrati in un unico ecosistema, i cui segni distintivi sono l’intermodalità e il service design. I cargo bike LAMBRO si calano in questo contesto grazie a una flessibilità d’uso che li rende adatti sia alla logistica di ultimo miglio sia all’ospitalità diffusa».