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Milano tra i ComuniCiclabili Fiab: resterà tale dopo il voto di ottobre?

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ciclabile di corso Buenos Aires
Milano, in bici sulla ciclabile di corso Buenos Aires - foto © Galloni / Archivio BC

Milano è riemersa più ciclabile dalla pandemia, tra corsie ciclabili, zone 30 e urbanismo tattico. Da ieri, la metropoli lombarda si aggiunge alle 150 municipalità italiane che hanno ricevuto da Fiab la bandiera gialla della ciclabilità per il 2021. La consegna – virtuale – all’assessore alla mobilità Marco Granelli è avvenuta nella giornata conclusiva, il 15 luglio, della quarta edizione di FIAB-ComuniCiclabili, l’iniziativa con cui la Federazione italiana Ambiente e Bicicletta valuta e attesta il grado di ciclabilità dei comuni italiani, e li accompagna nel loro percorso.

La valutazione finale è espressa in bike smile, che campeggiano sulla bandiera. Da uno a cinque, assegnati su un insieme di parametri. Qui sul sito dei ComuniCiclabili Fiab trovate in dettaglio criteri e aree di valutazione. Due sono i bike smile assegnati a Milano, “istantanea di una realtà grande e complessa avviata verso una transizione virtuosa e necessaria” sintetizza Alessandro Tursi, presidente Fiab. Tra gli aspetti messi in luce nel giudizio finale con cui Milano entra tra i ComuniCiclabili Fiab, la capilllarità del bike sharing, gli interventi per la moderazione del traffico e della velocità, il ricorso ai nuovi strumenti di ciclabilità leggera inseriti nel Codice della Strada.

E proprio quegli strumenti – corsie ciclabili in primis – sono diventati a Milano elemento di contesa politica, in vista della tornata elettorale del prossimo ottobre. A una amministrazione impegnata nel portare a termine progetti varati durante il lockdown si contrappongono frontalmente le dichiarazioni programmatiche di candidati come Vittorio Feltri, Fdi (“eliminare le piste ciclabili che hanno paralizzato la città”) e capipartito come Matteo Salvini, Lega (“dopo le elezioni andremo a sbianchettare la ciclabile di corso Buenos Aires”).

Più abbottonato il candidato sindaco di centrodestra Luca Bernardo. Primario ospedaliero di pediatria, è stato tra l’altro consigliere nazionale di quella SIP, Società Italiana di Pediatria, che con Fiab lavora per diffondere buone pratiche su salute e mobilità. Eliminare le piste ciclabili? “Mai detto”. Semai “spostarle e disegnarle in altro modo”. Sentendo i diretti interessati. Peccato che per lui nel caso della ciclabile di corso Buenos Aires non siano i 10mila ciclisti che la percorrono ogni giorno ma il manipolo dei negozianti di Ascobaires che a quella ciclabile attribuisce il calo del loro fatturato e del decoro urbano. Questo mentre in tutto il mondo, destra o sinistra, New York come Parigi, si dimostra che le ciclabili fanno bene al commercio.