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A Segrate la bici si ripara al bar: caffè, cornetto e kit per la manutenzione

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«Può sembrare un servizio banale, ma in realtà è molto utile. Si tratta di un gesto di vicinanza ai ciclisti urbani, che possono così far fronte a piccoli inconvenienti tecnici». Così il sindaco di Segrate (comune dell’hinterland milanese), Paolo Micheli, ha presentato la nuova iniziativa lanciata dall’amministrazione per dotare diversi bar della città di un kit di manutenzione per bici. Gli strumenti del mestiere, per riparare una foratura per esempio, sono stati messi a disposizione da un ciclista della zona.

Come si legge online al momento il servizio vede coinvolti 12 bar di Segrate che hanno accolto l’iniziativa per venire incontro alla clientela in sella. All’ingresso di ciascuno di questi locali è stata appiccicata una vetrofania che indica il servizio a disposizione di chi può essere con le gomme a terra e ha bisogno di un intervento per continuare a pedalare. Gli esercizi di Segrate che desiderano far parte di questo network bike friendly non devono fare altro che scrivere una mail a an.belloni@comune.segrate.mi.it.

Come tante altre città, anche Milano e i comuni del suo hinterland stanno crescendo sul fronte della ciclabilità. Quattro anni fa vi raccontavamo del primo bar che inaugurava le rastrelliere private a uso pubblico sotto la Madonnina; dal 2021 il capoluogo è inoltre entrato a far parte della rete dei ComuniCiclabili FIAB; e pochi mesi fa Palazzo Marino ha reso noti i dettagli di Cambio, il biciplan cittadino: con una rete di piste a ragnatela che partono dal centro e raggiungono la periferia, e che faciliteranno anche il pendolarismo in bicicletta da Segrate alla metropoli.

Nel proprio piccolo iniziative come quella dei bar amici della bicicletta vanno nella direzione giusta: servire un’utenza che ha bisogno di interventi tempestivi. «Promuovere la mobilità sostenibile – ha concluso il primo cittadino di Segrate – non significa solo fare macro interventi come la creazione di nuove piste ciclabili, che richiedono costi notevoli, ma anche promuovere la cultura della bicicletta venendo incontro alle quotidiane esigenze dei ciclisti».