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Arriva l’estate ciclisti all’occhio

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Voglia di estate, voglia di bici. Ma la bella stagione vuol dire anche sole, aria e pollini in libertà, tre avversari con cui i ciclisti – prima ancora che le salite – si trovano a fare i conti.

In questo periodo infatti sono gli occhi ad essere particolarmente esposti e la congiuntivite, disturbo di origine batterica, virale o allergica, è in agguato, soprattutto quando tira vento e il clima è secco.

Nella forma allergica poi capita che si accompagnino anche altri sintomi a carico delle prime vie aeree: rinite, raffreddore e, a volte, disturbi respiratori come l’asma, ad esempio. Estate vuol dire quindi schiere di pedalatori a intasare gli studi degli oculisti?

«Non esageriamo. La categoria dei ciclisti – commenta Aldo Varotto, oculista a Vigevano, uno che di sole e aria aperta se ne intende visto che alla passione della mtb abbina quella della canoa fluviale – ha un’attitudine mentale positiva, favorevole alla vita all’aria aperta. Difficilmente un vero ciclista si lamenterà del dolore ai muscoli, della stanchezza, del vento, del freddo, dell’umidità o della lacrimazione agli occhi».

LACRIMAZIONE E LENTI A CONTATTO

Comunque sia, qualche disturbo specifico si incontra: la lacrimazione, ad esempio, siaccentua nelle giornate fredde ed asciutte, quando l’evaporazione delle lacrime è accentuata dal vento che colpisce gli occhi mentre si pedala. Le lacrime sono una presenza costante sui nostri occhi e si dispongono in tre strati: il più esterno, lipidico, serve a limitare l’evaporazione, quello intermedio è prevalentemente acquoso e determina l’idratazione, quello più interno mucoso permette alle lacrime di aderire alla superficie oculare. Quando l’evaporazione lacrimale è prolungata e poco accentuata, prevale la componente mucosa con possibile formazione di filamenti che possono annebbiare la vista. Quando invece tutto avviene rapidamente, come dopo una discesa, il film lacrimale non è più sufficiente. In tutti i casi è facile al termine del percorso manifestare occhi arrossati e senso di corpo estraneo.

«Qualche problema può venire anche dalle lenti a contatto – continua Varotto – e il loro utilizzo in bicicletta va valutato con attenzione. È vero che si conserva il campo visivo, ma si compromette anche l’ossigenazione della cornea che può essere già ostacolata dalle alterazioni lacrimali. E possono rivelarsi perfino deleterie in caso di piccoli traumi o corpi estranei».

DI RITORNO DA UNA BELLA PEDALATA CI SI PUÒ RITROVARE CON GLI OCCHI MOLTO ROSSI. UN COLLIRIO ALLA CAMOMILLA è UN PRIMO AIUTO

Città, campagna, montagna: quale ambiente crea maggiori problemi? «L’inquinamento dell ’aria pare in grado di accentuare i disturbi legati alla superficie dell’occhio e potrebbe essere un fattore sensibilizzante che favorisce le manifestazioni allergiche. Le persone che soffrono di allergie ai pollini, pedalando in mezzo al verde nel periodo primaverile possono scatenare crisi di congiuntivite, rinite e asma. Per difendersi sono indispensabili gli occhiali: le lenti, oltre a proteggere dal sole, sono un rimedio al vento, all’evaporazione delle lacrime, al contatto con gli allergeni».

Molto utile poi è il ricorso alle lacrime artificiali, in particolare quelle ipotoniche e prive di conservanti che favoriscono l’idratazione, l’ossigenazione, ed il trofismo della cornea svolgendo un effetto di lavaggio nei confronti di tossine e allergeni. Ma se di ritorno da una bella giornata in bicicletta ci si ritrova con gli occhi rossi e dolenti, cosa si deve fare? Antinfiammatori, anticongestionanti, antistaminici, antibiotici e cortisonici devono essere prescritti unicamente dagli specialisti, e solo in casi di vero bisogno, mentre si può tranquillamente fare ricorso in prima battuta a colliri a base di erbe, in particolare quelli alla camomilla.

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