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Ciclofficina con bistrò: al Lab.Biciclario di Terni manutenzione della bici e cibo a km 0

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Uno scatto dell'inaugurazione di Lab.biciclario a Terni nel maggio 2018

Da Parigi a Terni con l’esperienza delle ciclofficine popolari in valigia. È nata nel 2017, ma dal maggio 2018 la cooperativa Lab.Biciclario ha inaugurato nel comune umbro un luogo di aggregazione che mescola gli attrezzi e la manutenzione delle biciclette con il buon cibo a km zero. In un immobile da 200 metri quadri nel centro storico, il Bistrot è proprio accanto agli spazi dove si riparano le biciclette donate – e infine vendute – e si organizzano corsi di ciclomeccanica. «Queste sono le due anime di Lab.Biciclario, inscindibili tra loro». Il vicepresidente Renato Minei ha raccontato a BC la storia di questa giovane realtà bike friendly che prende spunto da modelli di successo europei.

«Abbiamo inaugurato cinque mesi fa la nostra sede di via Sant’Antonio 46. Qui siamo in affitto – spiega Minei – È un lavoro il nostro, non un’opera di volontariato proprio perché crediamo che si possa fare impresa sociale coinvolgendo i cittadini». Il motto della cooperativa Lab.Biciclario – e, va da sé, della sua ciclofficina – è già un biglietto da visita: “State sicuri che ve le faremo girare”. Dopo più di dieci anni passati a Parigi nella popolare (e profittevole) esperienza delle ciclofficine, Giuseppe Caprarelli è tornato in Italia per tentare una replica a Terni dell’esperienza francese. «Io provengo dal mondo del marketing e della comunicazione – precisa Minei a BC – ma il progetto di Giuseppe mi ha subito convinto: ci siamo impegnati prima sul business plan e poi nella ristrutturazione degli spazi di quella che sarebbe diventata la nostra sede».

Tutto in ottica di riciclo, pensando a sale dove le persone avrebbero potuto incontrarsi per riparare una bicicletta o per sentire un concerto. Il Bistrot e la ciclofficina di Lab.Biciclario sono vasi comunicanti. E Minei li riassume così: «Finora siamo a 50 abbonati che hanno pagato 20 euro di tessera annuale per accedere alla ciclofficina, dove riparano la propria bici facendo da sé, ma sempre affiancati dai nostri meccanici; oppure possono anche seguire i corsi di ciclomeccanica. Il Bistrot invece è aperto a tutti e lo abbiamo pensato per organizzarci eventi come concerti e incontri».

A Terni, un comune uscito dal commissariamento pochi mesi fa, ancora non ci sono state occasioni di dialogo tra l’amministrazione e Lab.Biciclario. «Pensiamo però che un’esperienza come la nostra meriti appoggio e sostegno: abbiamo diversi progetti in cantiere». Come un servizio di logistica su cargo bike elettrica, già a disposizione della cooperativa, che potrebbe iniziare a fare rete con il commercio e le piccole imprese locali per consegne bike friendly. «In più – aggiunge il vicepresidente Minei – abbiamo una decina di biciclette che mettiamo e noleggio e una partnership con i gruppi di acquisto solidale».

Lab.Biciclario si aggiunge così alle tante esperienze di cooperative e associazioni che maneggiano la bicicletta per restituire un impatto sociale sul territorio, unendo la mobilità sostenibile ad altre attività. «Siamo una cooperativa di tipo B – conclude Minei –  quindi finalizzata all’inclusione lavorativa delle persone svantaggiate. Tra gli otto soci ci sono due disabili, e i tirocini che organizziamo coinvolgono anche i rifugiati».