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Donne e bicicletta: il buon esempio viene della Spagna

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Donne e bicicletta
In Spagna il numero delle donne che usa la bici è cresciuto del 6% in due anni. Soprattutto nelle medie città.

Donne e bicicletta. Arrivano buone notizie dalla Spagna dove è soprattutto il gentil sesso a far crescere l’uso delle due ruote. A sostenerlo è il rapporto Barometro spagnolo della bicicletta 2019redatto da Città e regioni membre dell’European Cyclist Federation per la Red de Ciudades por la Bicicleta (RCxB).

Donne e bicicletta: in Spagna è boom

L’exploit femminile nell’uso della bici (+6% nell’ultimo biennio) è accompagnato da un sostanziale immobilismo maschile, sostiene il report Ecf. Nel 2017, viaggiavano in bicicletta il 59,1% degli uomini e il 37,4% delle donne, tuttavia, due anni dopo, la percentuale di uomini ciclisti è rimasta la stessa (58,9%) mentre quella delle donne è aumentata (42,8%). Questo conferma un sostanziale trend positivo per la Spagna nell’uso della bici: oltre la metà dei cittadini di età compresa tra 12 e 79 anni (50,7%) ha pedalato frequentemente nel corso del 2019, in valori assoluti circa venti milioni di persone. L’aumento complessivo dei ciclisti degli ultimi due anni è incrementato di 2,5 punti percentuali, dal 48,2% del 2017 al 50,7% del 2019. Questo non sarebbe stato possibile senza l’inclusione delle donne: come dimostra lo studio, il gender gap tra i ciclisti si è ridotto di 16 punti dal 2010.

L’exploit del bike sharing

L’uso delle due ruote aumenta sopratutto nelle città medie e grandi anche grazie all’arrivo o al miglioramento dei servizi di bike sharing: il report sostiene come siano oramai ben 3 milioni i cittadini spagnoli che fanno uso delle bici condivise. Un incremento dovuto anche all’aumento della consapevolezza del serivizio, che registra un +4,4% nell’ultimo biennio. 

Vanno meglio le città medie

È nelle città di medie dimensioni dove le bici hanno più successo, rivela lo studio. Questo è dovuto sopratutto all’efficienza della macchina amministrativa e alla qualità delle infrastrutture pubbliche: la percentuale più elevata di ciclisti si trova a Siviglia (59,7%), seguita da Saragozza (58,1%) e Valencia (55,77%). Le cifre delle due principali città spagnole sono molto più esigue: Barcellona ha solo il 51% di ciclisti, Madrid il 47%. La maggior parte dei cittadini spagnoli (91%) ritengono comunque che le amministrazioni comunali dovrebbero creare spazi di parcheggio per le biciclette, soprattutto nelle stazioni e nelle fermate dei trasporti pubblici, ma anche nei centri pubblici e privati ​​(87%).

In crescita gli spostamenti giornalieri in bici

In crescita sono anche gli spostamenti giornalieri in bici, in primis verso scuole e università (8,6% dal 2017). Tuttavia, c’è ancora una sensazione generale di mancanza di educazione alla sicurezza stradale tra gli spagnoli. Vi è una crescente percezione dell’incivilità da parte dei ciclisti verso i pedoni. Il 51% degli spagnoli ritiene che i ciclisti non rispettino i pedoni, una tendenza che è aumentata del 17% dal 2010. A sua volta, il 54,0% ha ritenuto che i veicoli a motore non fossero rispettosi dei ciclisti.

La speranza è che anche in Italia si arrivino a cifre simili: le premesse ci sono, essendo che un sondaggio di mUp Research e Norstat* ha sostenuto che buona parte dei rispondenti ha dichiarato di aver intenzione per il 2020 di usare con più frequenza i mezzi pubblici e le proprie gambe.