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Gas serra, nella lotta l’Ue sfrutta poco il potenziale bici

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Gas serra
Nella lotta ai gas serra i paesi della Ue riconoscono sulla carta il ruolo potenziale della bici ma investono poco.

Sulla lotta ai gas serra l’Europa potrebbe fare di meglio. Almeno secondo Ecf, per la quale molti Stati membri dell’Ue non stanno sfruttando il potenziale della bicicletta per ridurrne le emissioni nelle loro bozze di piani nazionali per l’energia e il clima.

Sulla base di 13 indicatori, Ecf ha valutato il ruolo della bicicletta nei progetti di Pnec presentati dagli Stati membri dell’Ue, rilevando che il punteggio medio è solo 4,63 su 10. Questa analisi, che copre il periodo 2023/24, mostra solo un leggero miglioramento rispetto all’analisi condotta dall’Ecf nel 2019, che ha ottenuto un punteggio di 4,35 su 10.

Affinché l’Ue possa rispettare il suo impegno giuridicamente vincolante per la neutralità climatica entro il 2050, il settore dei trasporti deve ridurre le emissioni di gas serra del 90% rispetto ai livelli del 1990.

Gas serra, la bici strumento di lotta

“In quanto modalità di trasporto più efficiente dal punto di vista energetico, la bicicletta deve essere una pietra angolare delle politiche climatiche ed energetiche – ha dichiarato Jill Warren, Ceo di Ecf, – la Dichiarazione europea sulla bicicletta adottata di recente come sia un mezzo di trasporto sostenibile, sano ed efficiente”

Sulla carta è forte il sostegno generale alla bicicletta, menzionata in 25 dei 26 Pnec (sola eccezione la Lettonia) presentati e solo la Lettonia non menziona la bicicletta o la mobilità attiva nemmeno una volta. 22 su 26 si impegnano chiaramente a sviluppare infrastrutture ciclistiche. Tuttavia, i budget dedicati alla costruzione di infrastrutture ciclistiche sono inclusi solo in cinque progetti di Pnec.

Mentre alcuni paesi, come Belgio, Francia e Italia, hanno dimostrato un forte impegno a favore della bicicletta con punteggi eccellenti, altri, come Bulgaria, Estonia, Finlandia, Lettonia, Slovenia e Svezia, hanno prestato un’attenzione limitata. Rispetto ai Pnec di prima generazione del 2019, l’Ungheria, dopo aver inizialmente trascurato la bicicletta, ora fa riferimento a una nuova strategia nazionale, mentre Portogallo e Spagna hanno visto miglioramenti guidati dall’adozione di strategie nazionali per la bicicletta e da maggiori investimenti nelle infrastrutture. Al contrario, Lussemburgo, Finlandia e Slovenia hanno registrato un calo dei punteggi ciclistici.