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Giornata nazionale del Bike to Work: cinque motivi per farlo tutto l’anno

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Oggi, venerdì 17 settembre, è la Giornata Nazionale del Bike to Work, iniziativa che FIAB ha previsto non a caso nel pieno della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile. L’obiettivo è sensibilizzare cittadini, politica e aziende al pendolarismo in bicicletta, soprattutto ora che inizierà la brutta stagione e la tentazione di rifugiarsi nell’abitacolo aumenta. Ecco dunque i nostri cinque motivi che basterebbero per spingere sempre più persone a scegliere di pedalare da casa all’ufficio tutto l’anno.

Bike to work: conviene, prima di tutto

Partiamo dalle cose ovvie, ma che troppo spesso non si notano quando si sente parlare di bicicletta. Pedalare è gratis. O, perlomeno, decisamente più gratis di quanto non lo sia fare benzina, pagare parcheggi, etc. Se siete in cerca di un motivo valido per dare una chance al bike to work calcolate quanto spendete di benzina ogni mese per andare al lavoro. Da diverse ricerche emerge inoltre che la maggior parte degli spostamenti tra casa e ufficio copre una distanza più che abbordabile in bicicletta.

La salute ringrazia

Da oltre un anno e mezzo, grazie anche alle ciclabili d’emergenza tracciate nelle prime settimane dell’emergenza pandemia, molte più persone hanno pedalato in città. La bicicletta è un ottimo esercizio fisico quotidiano. Secondo uno studio dell’Università di Copenaghen gli habitué del bike to work sono di fatto persone che stanno pensando alla propria salute: un’ora circa di pedalata al giorno, tra andata e ritorno, vale come allenamento.

…e la città pure

Siamo volutamente partiti dal particolare (i soldi) per arrivare al generale. Più biciclette in circolazione significano città e aria più pulite. Pedalare è infatti una delle azioni quotidiane che si traduce in gesto concreto per dare il proprio contributo a favore dell’ambiente. Uno dei dubbi che possono sorgere in merito è il seguente: ma in bicicletta non rischio di respirare ancora più smog? I fatti dicono il contrario.

La spinta che ci vuole

Non è nemmeno da trascurare un quarto motivo che dovrebbe spingere le persone a scegliere più spesso il bike to work. L’attività fisica, qualunque essa sia, migliora lo stato d’animo e dunque la produttività sul lavoro. Da questo punto di vista una grossa mano può arrivare proprio dalle aziende (pubbliche o private): parcheggi sicuri, spogliatoi e altri incentivi sono una molla non da poco verso la transizione ecologica.

Un modo per cambiare la città

A nessuno piace vivere in una città piena di automobili. E, guarda caso, le città preferite dagli automobilisti sono proprio quelle gonfie di biciclette. Così è, per esempio, in Olanda dove sembrerebbe proprio che ogni giorno sia la giornata nazionale del bike to work. Chi inizia a pedalare frequentemente da casa all’ufficio diventa parte di un gruppo di cittadini che può cambiare il volto dei comuni: se aumentano le due ruote le amministrazioni saranno spinte a investire sulle ciclabili, a introdurre le zone 30, e togliere gli spazi alle macchine per restituirli ai cittadini sotto forma di aree verdi, piazze più vivibili e luoghi di incontro.