Home mobilità ambiente Inquinamento Regno Unito, le città rinviano i programmi di riduzione delle emissioni

Inquinamento Regno Unito, le città rinviano i programmi di riduzione delle emissioni

509
Inquinamento Regno Unito

Non servono ulteriori prove a dimostrare che l’inquinamento atmosferico causa annualmente oltre dieci milioni di morti.

Ma nonostante i moniti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) sulla necessità di introdurre normative per tutelare le persone dallo smog, diverse autorità del Regno Unito hanno rinviato o sospeso l’attivazione di zone ad aria pulita progettate per ridurre l’aria inquinata dovuta al traffico nelle principali città.

Inquinamento Regno Unito, livelli alti

Il biossido di azoto (No2) un tipico inquinante dell’aria esterna, originato prevalentemente dal traffico veicolare, continua a rappresentare una spina nel fianco per le città inglesi. I dati più recenti mostrano che in 33 delle 43 aree misurate i livelli di No2 sono ancora troppo alti. Fatto ancor più grave se si considera che i livelli del pericoloso inquinante avrebbero dovuto essere portati sotto i limiti legali dieci anni fa. E lo stesso discorso si può fare anche per il particolato, altra sostanza nociva per la salute umana e generata dai veicoli a combustione interna, per il quale il Regno Unito non riseptta i limiti stringenti dell’OMS.

La negligenza delle amministrazioni locali

Per la sua negligenza nell’afftrontare il problema inquinamento, il governo di Sua Maestà è stato ammonito dai giudici di portare i livelli di inquinamento atmosferico entro i limiti legali nel più breve tempo possibile. I ministri hanno ordinato a 37 autorità locali di sviluppare piani per zone di aria pulita entro la metà del 2019. Nonostante ciò, solo Bath e Birmingham si sono impegnate a introdurre zone di aria pulita entro il prossimo anno, mentre più della metà delle amministrazioni deve ancora fornire dettagli. 

Bath sarà la prima città fuori Londra a introdurre le misure quando lancerà la sua zona nel marzo del prossimo anno, mentre a giugno Birmingham inaugurerà la sua Low Emission Zone, dove verrà imposto un addebito ai proprietari delle auto private più inquinanti, nonché per altri veicoli che non soddisfano gli standard di emissione richiesti, sullo stampo della sua omonima londinese. Ma Bristol, Leeds, Rotherham e Sheffield sono tra le autorità locali che stanno accantonando o sospendendo i loro piani di diminuzione dell’inquinamento, citando Covid 19 e cali dei livelli di inquinamento come cause. Il consiglio cittadino di Leeds ha addirittura affermato che una nuova zona di aria pulita non è più necessaria.

Nonostante l’inquinamento atmosferico sia calato durante il primo lockdown, i dati più recenti mostrano che i livelli di inquinamento atmosferico sono tornati ai livelli illegali pre-Covid nella maggior parte delle aree urbane. Il sostegno per una nuova legge sull’aria pulita che metterebbe in legge gli obiettivi più severi dell’OMS per il particolato sta crescendo tra i politici.

La legge di “Ella”

Secondo Luke Pollard, il ministro dei trasporti del governo ombra, laburista, serve una nuova legge di Ella“, o legge aria pulita, che renda legali gli obiettivi dell’OMS sull’inquinamento atmosferico.

Il nome del provvedimento deriva da Ella Kissi Debrah, una bambina di nove anni residente nel sud di Londra morta nel febbraio 2013. 

Il nome della piccola è diventato famoso dopo che un medico legale del sud della capitale inglese, Philip Barlow, ha affermato che l’inquinamento atmosferico è stato la causa della morte della bambina. Barlow ha affermato che l’incapacità di ridurre i livelli di inquinamento ai limiti legali potrebbe aver contribuito alla sua morte, così come l’incapacità di fornire a sua madre informazioni sul potenziale inquinamento atmosferico di aggravare l’asma. Si ritiene che la sua sentenza sia la prima a stabilire un nesso causale diretto in una morte individuale.