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La Fase 2 di Torino: 50 km di controviali ciclabili a 20 all’ora

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20 all'ora sui controviali
20 all'ora: cambia la mobilità sui controviali di Torino

«Siamo contenti di questo passo in avanti: finalmente la bicicletta è stata riconosciuta come mezzo di trasporto ideale». Membro di Bike Pride Fiab Torino e della Consulta Mobilità Ciclistica e Moderazione del Traffico, Elisa Gallo ha spiegato a BC il progetto che sta prendendo corpo in città. «Si tratta di una proposta che, come Fiab, avevamo avanzato già nel 2012: trasformare i tanti chilometri di controviali torinesi in percorsi ciclabili con un limite di velocità per le macchine di 20 all’ora». La realizzazione di 50 km di tragitti bike friendly è attesa per la fine dell’estate. Per ora sono quattro i chilometri riconvertiti.

«Si tratta di un’infrastruttura esistente che può essere trasformata senza troppi interventi», sostiene Gallo. La Consulta sulla Mobilità Ciclistica di cui fa parte è l’organo consultivo riconosciuto dal Consiglio Comunale che raggruppa diverse associazioni ambientaliste e bike friendly. La sindaca di Torino, Chiara Appendino, ha parlato dell’evoluzione della mobilità in città durante una diretta su Facebook. «Nel modo di spostarci dovremo dare più spazio alla mobilità individuale e sostenibile», ha detto.

I controviali, ovvero le strade laterali separate dalle corsie centrali, a 20 all’ora saranno parte di una rete continua e omogenea al servizio della mobilità ciclistica. Una mossa da parte dell’amministrazione di Torino che va di pari passo con il cosiddetto bonus mobilità appena varato nel Decreto Rilancio (500 euro per l’acquisto di biciclette o monopattini). Più due ruote in giro, dopotutto, richiederanno infrastrutture adeguate per accoglierle. Nei prossimi mesi il capoluogo piemontese metterà dunque in campo, dopo i 20 all’ora sui controviali, anche altri interventi. Ci saranno le casa avanzate riservate ai ciclisti in attesa del verde, davanti a tutte le auto in coda, e altre misure di messa in sicurezza delle strade.

Come ha dichiarato Appendino nei giorni scorsi «è impensabile che con la ripresa delle attività tutti finiscano per utilizzare l’auto. Per questo gli spazi della città dovranno essere condivisi, per noi la mobilità dolce ha l’assoluta priorità».