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La paura di pedalare a Milano: indagine Makno stima calo ciclisti del 20%

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Codacons
La ciclabile di corso Buenos Aires a Milano (foto di Marco Mazzei).

L’obiettivo città 30 è lontano. A suggerirlo sono i numeri di una ricerca Makno elaborati da Mario Abis, docente di Ricerche psicosociali all’Università IULM, secondo i quali le intenzioni delle persone di utilizzare la bicicletta sarebbero calate del 20% negli ultimi sei mesi. In buona sostanza, a Milano è aumentata la paura di pedalare. A pesare su questa tendenza sono soprattutto gli incidenti mortali avvenuti nel capoluogo lombardo che hanno coinvolto utenti attivi della strada. La ricerca condotta dal professore ha preso avvio con la morte di Luca Marengoni, studente di 14 anni travolto da un tram l’8 novembre 2022 a Milano. Da allora le vittime sono state sette e tutti sperano di non dover più aggiornare questa tragica contabilità.

La paura di pedalare in una città che negli ultimi anni ha ampliato i chilometri di piste e seguito esempi europei, come quello delle ciclabili pop up nei primi mesi della pandemia, va senz’altro a penalizzare questo percorso virtuoso. Ma a fronte dell’insicurezza – vere e percepita – diversi ciclisti che avevano iniziato a pedalare più spesso preferiscono ora ricorrere ad altri mezzi, dal trasporto pubblico fino all’automobile. La ricerca dell’osservatorio della IULM è stato condotto su un campione di 2.300 residenti di età compresa tra i 15 e i 70 anni.

A Milano resta ancora molto da fare in tema di sicurezza delle ciclabili. Di recente abbiamo intervistato il consigliere comunale Marco Mazzei, storico attivista bike friendly, in merito alla polemica riguardante il progetto mai realizzato della pista sul ponte della Ghisolfa. L’obiettivo di Milano città 30 è stato discusso in città nel corso della Settimana Europea della Mobilità, appena conclusasi. Il 2023 resta comunque un anno tragico, durante il quale manifestazioni come quella di febbraio a Piazzale Loreto hanno raggiunto senz’altro un’eco nazionale, contribuendo a far arrivare un messaggio anzitutto alla politica affinché si mettano la sicurezza stradale e la riduzione della velocità nei contesti urbani in cima all’agenda.