Home mobilità città Milano, vigili in bicicletta per “proteggere” la ciclabile di corso Buenos Aires

Milano, vigili in bicicletta per “proteggere” la ciclabile di corso Buenos Aires

783
vigili ciclabile buenos aires

A Milano è partita una fase sperimentale di vigilanza per “proteggere” la ciclabile di corso Buenos Aires: pattuglie di vigili in bicicletta monitoreranno una delle direttrici più trafficate della città, nonché una delle piste più battute dai pendolari in sella. Si tratta di un’iniziativa annunciata nei mesi scorsi e partita con qualche mese di ritardo. “Al loro lavoro si affianca quello di agenti in moto lungo viale Monza – ha dichiarato l’assessore alla sicurezza e alla protezione civile Marco Granelli -. Il rispetto delle regole in strada è fondamentale per la sicurezza di tutti ma anche per una buona convivenza”. Su BC ci siamo più volte occupati della pista che dalla zona nord est della città punta verso il centro, a due pedalate dal Duomo: ogni giorno ci transitano in media circa 6mila biciclette.

Inaugurata durante il primo lockdown del 2020, in piena pandemia, la ciclabile di corso Buenos Aires è stata più volte criticata, ma i dati dimostrano che sempre più lavoratori e studenti hanno scelto di utilizzarla. La presenza di vigili in bicicletta è un messaggio da parte dell’amministrazione per sanzionare i parcheggi selvaggi e i comportamenti scorretti al volante in una città che nel 2023 ha fatto i conti con cinque ciclisti morti da gennaio a settembre. Cifra che ha senz’altro contribuito a ridurre la propensione a scegliere le due ruote per spostarsi: un’indagine dell’Università IULM ha stimato un calo del 20% dei ciclisti a Milano.

La presenza di vigili lungo la ciclabile di corso Buenos Aires a Milano fa parte di un progetto più ampio con cui l’amministrazione punta a rimodellare la viabilità. Nei mesi scorsi l’assessora alla mobilità Arianna Censi ha annunciato un piano per allargare i marciapiedi e ridurre il numero di parcheggi auto. Nata come ciclabile pop up, gemella di altre piste nelle capitali europee, da Parigi a Berlino, è un’infrastruttura bike friendly divenuta simbolo di una città che continua la sua faticosa transizione verso la città 30.