Home mobilità città Anne Hidalgo, quei “15 minuti” che l’han portata al trionfo

Anne Hidalgo, quei “15 minuti” che l’han portata al trionfo

976
Anne Hidalgo
La sindaca Anne Hidalgo ha fatto della mobilità ciclistica un punto fondamentale del suo programma.

Anne Hidalgo ha trionfato a Parigi, con più del 50 per cento dei voti. Un successo legato anche e soprattutto all’impegno assunto di ridurre i limiti di velocità, dimezzare i parcheggi e vietare le auto diesel entro il 2024. Una naturale evoluzione di quella politica ambientalista che ha caratterizzato il suo primo mandato.

La sindaca di Parigi ha promosso, infatti, diverse misure “verdi”, come l’espansione della rete ciclabile cittadina, la chiusura di diverse arterie al traffico, l’istituzione di nuovi parcheggi per bici e contributi a chi decide di acquistare nuove e-bike. Il sogno della “comunarda”, come viene chiamata Hidalgo dai suoi sostenitori, è quello di fare diventare Parigi la città dei “15 minuti”, ossia dove i residenti possano soddisfare i propri bisogni nel giro di un quarto d’ora.

Anne Hidalgo sulla cresta dell’onda verde

La sigla con cui Hidalgo si è presentata alle elezioni, Paris en commun, si è apparentata al secondo turno con Europa Ecologia, il partito che raccoglie i verdi francesi. L’appoggio della formazione guidata da David Belliard è stata fondamentale per riportare Anne Hidalgo all’Hotel De Ville.

L’alleanza era già stata sancita subito dopo il primo turno, a metà giugno, ed è stata strutturata intorno ad un programma condiviso chiamato Manifesto per Parigi.
Cosa prevede nello specifico questo programma?Il documento è una fusione tra i due programmi, e prevede l’adozione di diverse misure di sostenibilità ambientale che farebbero divenire la città della Torre Eiffel una metropoli modello nella lotta contro le emissioni e l’inquinamento. Il tutto riletto alla luce della crisi causata dall’epidemia di coronavirus.

Tutta Parigi a 30 all’ora

In primo luogo, Hidalgo e Belliard propongono di limitare la velocità in tutta la capitale a 30 chilometri orari con solo alcune rotte principali come gli Champs-Élysées, Boulevard Sébastopol o Boulevards des Maréchaux esenti e a cui è concesso un limite di velocità di 50 chilometri orari. Obiettivo dichiarato è quello di combattere l’inquinamento atmosferico e acustico.

In secondo luogo, il manifesto prevede di trasformare la tangenziale cittadina, solitamente molto trafficata da veicoli pesanti, “in un tranquillo viale urbano“. Si punta innanzitutto sulla riduzione del limite di velocità – da 70 Km/h a 50 Km/H  – e sulla creazione di una corsia adibita ai veicoli condivisi.

Parigi ha già vietato i veicoli con adesivi Crit’Air di livello 4, che generalmente vanno ai modelli di veicoli diesel più vecchi e fortemente inquinanti. Tuttavia, questo manifesto va oltre, e punta alla messa al bando dei veicoli diesel entro il 2024

Infine, si prevede di trasformare la metà dei parcheggi in cinque anni, in particolare per allargare i marciapiedi e incentivare la pedonalizzazione.

Nuotare nella Senna

“Tra 20 anni, Parigi sarà ancora Parigi ma al passo con i tempi. Andremo in giro prevalentemente con i mezzi pubblici, in bici o a piedi. Lontano dall’era del dominio automobilistico, la vita sarà più tranquilla. La natura avrà il posto privilegiato nella città, come dovrebbe sempre avere ”, ha dichiarato Hidalgo subito dopo la vittoria. “Ci saranno prati al posto di spianate di cemento e spazi verdi in ogni quartiere. Potremo nuotare nella Senna e continueremo a immaginare e creare il futuro con i nostri abili imprenditori, artigiani e artisti “, la linfa vitale della città”.