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Pedalare in gravidanza: i consigli per non rischiare

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Donna gravidanza
Bici e gravidanza: un tema che divide sia le donne che i medici.

Bici sì o bici no? È una domanda che le donne che amano pedalare, quando giunge il momento di portare a spasso il proprio pancione, si fanno tutte. E tutte, ovviamente, girano la domanda al ginecologo, dopo aver sondato il terreno con amiche e parenti, sperando in una risposta che plachi l’inevitabile ansia che prende soprattutto chi usa le due ruote in città, in condizioni spesso proibitive per la sicurezza personale, anche quando non si è in gravidanza. Al di là dei pareri, che inevitabilmente risentono delle esperienze, personali o vissute da altre donne che si conoscono, e quindi sono diversi uno dall’altro, c’è da dire che la regola invocata dai medici, e consigliata da chiunque venga interpellato in materia, è la seguente: comportarsi secondo buon senso. La bicicletta fa bene, come tutte le attività fisiche che aiutano a mantenersi in forma, a patto che l’abitudine alla pedalata si innesti su una gravidanza senza rischi.

NON TUTTE LE GRAVIDANZE SONO UGUALI MA IN GENERALE IL MOVIMENTO FA BENE: BASTA USARE IL CERVELLO E NON ESAGERARE CON GLI SFORZI

«Ai tempi delle nostre nonne non era strano che si partorisse mentre si lavorava in campagna – riflette Claudia Bianchi, bancaria piacentina, 34 anni portati sportivamente e una rotondità dell’addome che parla di una gestazione al quarto mese – Non penso proprio che si ponessero troppo il problema se andare in bicicletta oppure no».
Lo chiediamo noi oggi, e a ragione, perché non siamo più abituate a una vita di fatica e anche perché, ammettiamolo, di figli se ne fanno meno e a quei pochi che si mettono in cantiere prestiamo molte più attenzioni di un tempo. Anche prima che nascano. Andare in bicicletta, in genere, non è esente da pericoli.
Riflessioni come questa non mancano tra le future mamme che frequentano i corsi di preparazione al parto della clinica Mangiagalli a Milano: tra un esercizio di respirazione e un allenamento per imparare a rilassarsi, Giovanna Cairoli infila una certezza: «Non tutte le gravidanze sono uguali, così come siamo diverse una dall’altra. Quando sono rimasta incinta l’ho scoperto, come capita spesso, che ero già a metà del secondo mese. Fino a quel momento ero andata in bici e avevo fatto tutto come prima, compresa la spesa al super con quattro sacchetti per mano». Il medico di famiglia ha rimandato Giovanna alla ginecologa e «lei, dopo avermi fatto un’ecografia e aver visto che era tutto a posto, mi ha suggerito di fare la vita di sempre, pedalate comprese. E così faccio».
Bicicletta dunque sì, ma con cervello come per tutte le attività sportive: da evitare, in quei nove mesi, quelle anaerobiche, agonistiche o che prevedono qualche forma di contatto, privilegiando invece il nuoto, il golf, le lunghe camminate e, con pareri contrastanti, le pedalate tranquille.
Il web è una torre di osservazione privilegiata per capire gli umori e gli orientamenti su questo tema. E anche dalle pagine internet emerge una certezza: per la bici in gravidanza non ci sono certezze. E anche i siti più legati al mondo delle due ruote non aiutano rispecchiando questa diversità di opinioni.
«Dicono la ginecologa e il medico che nelle prime settimane di gravidanza non si può usare la bicicletta. Assolutamente. Si generano sollecitazioni ai muscoli addominali con possibili problemi all’utero. Mi par strano, ma è il secondo parere del genere che riceviamo. E voi? Raccontate la vostra esperienza personale oppure un parere medico documentato. La bici per noi è un mezzo di trasporto indispensabile e rinunciarvi ha delle ricadute pesanti in qualità della vita e, perché no, economiche» è l’appello di Blau su Ciclistica.it.

«MIA MOGLIE NON HA MAI SMESSO DI PEDALARE E LA BAMBINA È NATA BENISSIMO MA ADESSO È TERRIBILMENTE ATTRATTA DAI CICLISTI»

A Gioia che risponde «Quando sono rimasta incinta la mia ginecologa e mia madre, che è medico, mi hanno assolutamente proibito di usare la bici fino alla fine della gravidanza. Evidentemente è meglio evitarla» ribatte subito Genny.
«Tanti vedono le donne incinte come malate che non possono sollevare una busta della spesa o fare le scale e quant’altro. Io vivo la mia gravidanza come uno stato naturale perchè è uno stato naturale. Ne sento ogni giorno di tutti i colori, ma vedo continuamente tante donne girare in bicicletta con dei pancioni assolutamente giganteschi e mi sembrano tutte quante molto in forma e in salute».
Insomma, come sempre, il primo comandamento è usare il buon senso.
Un pericolo, però, le gravidanze in bicicletta non lo possono evitare. Quello raccontato da Matteo. «Mia moglie andava al lavoro tutti i giorni in bicicletta fino all’ottavo mese, non ha mai avuto problemi di nessun tipo e la bimba è nata benissimo. Oggi però è terribilmente attratta dai ciclisti».

LA GINECOLOGA
«La uso sempre, la consiglio poco»

«È una domanda piuttosto comune. E comunque  è un argomento che affronto sempre quando parlo dello stile di vita da tenere in gravidanza»
Antonella Tamborini, ginecologa al Centro diagnostico italiano di Milano, deve spesso fare i conti con future mamme che sbuffano all’idea di dover mettere per qualche mese la bicicletta in cantina. La risposta non cambia.
«La bicicletta in sé stessa non è pericolosa per una gestante. Lo sono invece le situazioni che si trova a dover affrontare: il traffico intenso, il pavè, le rotaie. Senza dimenticare poi che negli ultimi mesi di gravidanza l’equilibrio si fa più instabile…».
In condizioni di assoluta sicurezza pancione e due ruote non sono quindi così in contraddizione?
«Pedalare in quanto esercizio fisico non può fare che bene, ma anche dove non c’è traffico e il percorso è protetto, una buca, un ostacolo, un animale che attraversa la strada sono sempre in agguato. E una caduta può avere delle conseguenze drammatiche. Per questo non mi sento di consigliare la bicicletta tra le attività fisiche da prediligere in gravidanza».
Quali sono i principali effetti benefici di una bella pedalata?
«Sono quelli relativi ai vantaggi dell’esercizio fisico – sempre consigliabile in una gravidanza priva di complicanze – come il miglioramento del ritorno venoso e la prevenzione degli edemi».
E la cyclette?
«Un’ottima alternativa, garantisce tutti i vantaggi della bicicletta e ne elimina i rischi. Naturalmente senza carico eccessivo».
E se proprio non si vuole rinunciare?
«Per le irriducibili vale il buon senso: percorsi tranquilli, nei parchi, su piste ciclabili. Preferibilmente nei primi mesi della gravidanza».
Ma lei ci va, in bici?
«Certo, da sempre, anche in città: è per questo mi pesa limitarla».