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Pedoni e ciclisti vittime: il 51% dei decessi sulle strade urbane dell’UE

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pedoni e ciclisti vittime

Più della metà delle vittime in incidenti stradali su strade urbane all’interno dell’Unione Europea sono pedoni e ciclisti. Per la precisione il 51%, secondo l’ultimo rapporto dell’European Transport Safety Council (ETSC), Safer Road, Safer Cities: how to improve urban road safety in the EU, presentato il 19 giugno da questa ONG con sede a Bruxelles. Il report indica nei pedoni e ciclisti vittime della strada gli utenti deboli del traffico. E a dispetto di una mortalità in diminuzione negli ultimi anni, le strade urbane sono quelle dove è minore il calo degli incidenti mortali.

Come fare dunque per ridurre il più possibile il numero di pedoni e ciclisti vittime della strada? Il rapporto suggerisce la diffusione delle zone 30 e la riduzione del traffico motorizzato rendendo più conveniente e comodo il trasporto pubblico locale. Guardando al quadro complessivo, i pedoni sono gli utenti più esposti (39% dei 9.500 decessi annuali sulle strade urbane nell’Unione Europea); seguono gli automobilisti (30%), motociclisti (19%) e ciclisti (12%).

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Anche l’ONU, tre anni fa, aveva fotografato una situazione globale lanciando un allarme per i pedoni e ciclisti vittime di incidenti stradali. Nello specifico del report, in Romania è più alto il numero di morti (105 ogni milione di abitanti), quattro volte la media europea. La linea della Safety in numbers – più ciclisti, più sicurezza, meno morti – viene confermata visto che in Stati bike friendly come Norvegia, Svezia, Olanda e Danimarca il numero dei decessi è tra i 5 e 13 su milione di abitanti.

Il report dell’ETSC cita anche l’Italia, dove la (urgente) Riforma del Codice della Strada dovrebbe tenere in considerazione l’emergenza europea di una mobilità attiva messa così a rischio. Nel nostro caso la notizia è la riconferma: nonostante gli spostamenti a piedi, in bici e sui mezzi pubblici stia crescendo – dice lo studio – l’85% del totale avviene ancora in macchina.