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A Bologna Ausl e Policlinico con Pin Bike contro i furbetti del sellino

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Pin Bike
Il rilevatore Pin Bike applicato sulla bicicletta.

Oltre 800mila km. cittadini percorsi, 100mila tonnellate di Co2 risparmiate, 75mila euro di incentivi erogati. Sono i numeri per il 2020 di Pin Bike, il supporto tecnologico per il bike to work che certifica con precisione la distanza percorsa a prova di furbetti del sellino.

Già attivo in diversi comuni italiani, tra cui  Bari, Pescara  Bergamo, e negli undici comuni del Patto della Zona Ovest nell’Area Metropolitana di TorinoPin Bike viene da qualche giorno utilizzato anche a Bologna, dal Policlinico Sant’Orsola e dall’azienda sanitaria locale, che hanno deciso di promuovere gli spostamenti casa-lavoro in bicicletta dei propri dipendenti, una modalità di trasporto riconosciuta, da cinque anni, anche dall’Inail per l’infortunio in itinere. Il progetto è co-finanziato dalla regione Emilia-Romagna da sempre in prima linea nel sostegno alle pratiche di una nuova mobilità.

Con Pin Bike un kit per il bike to work

Nel kit che viene fornito a quanti decidono di sfruttare i vantaggi non solo economici di questa iniziativa (pedalare, ormai è accertato da numerosi studi previene numerose patologie) oltre al dispositivo hardware da montare sulla bici collegato a un’app che registra i chilometri affettivamente percorsi si possono trovare una luce led di segnalazione, una targa catarifrangente, un adattatore per gonfiare le gomme da benzinai e gommisti.

“Siamo orgogliosi di essere stati selezionati per l’affidabilità del nostro sistema e siamo a disposizione di aziende e pubbliche amministrazioni che desiderano eseguire una verifica di fattibilità del progetto personalizzata sulle proprie esigenze. L’utilizzo della bici è prima di tutto una questione culturale e di abitudine: i sistemi premianti si sono rivelati vincenti perché vanno a incidere direttamente sulle abitudini di spostamento quotidiane di ogni utente. Una reale cultura della bicicletta deve necessariamente partire dall’educazione a dall’incentivazione per l’utilizzo quotidiano del mezzo” è il commento di Nino Capogna, fondatore e Ceo di Pin Bike che, come start up, lo scorso anno ha ricevuto il premio Angi 2020 (Associazione Italiana Giovani Innovatori), un vero e proprio Oscar italiano dellinnovazione.