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Una ciclofficina sociale dentro la multinazionale STMicroelectronics

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STMicroelectronics

STMicroelectronics, multinazionale da miliardi di fatturato, ha inaugurato una ciclofficina sociale nella sede di Agrate Brianza. Un locale in cui, ogni anno, cinque persone disabili verranno pagate per imparare un mestiere e metterlo in pratica. Tutte le ciclofficine sociali aperte in Italia hanno una bella storia alle spalle (e su BC ve ne abbiamo raccontate tante). STMicroelectronics ha scelto di iniziare una collaborazione con Lo Sciame, cooperativa di Arcore, per rispettare gli obblighi di legge sull’assunzione di persone con disabilità.

«Lo stabilimento vicino a Milano è enorme: i dipendenti spesso usano le biciclette aziendali per spostarsi da una parte all’altra. Sono circa 400 mezzi e ora avranno chi se ne occupa» dice Paolo Fumagalli, responsabile delle risorse umane de Lo Sciame.

«Siamo una realtà numerosa, quasi 200 persone – prosegue – oltre alla cura del verde e alle pulizie, gestiamo due ciclofficine, una a Sesto San Giovanni e l’altra a Desio. In entrambe lavorano i nostri ragazzi. Quando lo abbiamo detto alla STMicroelectronics, si sono subito convinti che una esperienza simile fosse ideale per il loro stabilimento».

Il terzo soggetto coinvolto nella nuova ciclofficina è la Provincia di Monza e Brianza, che promuove iniziative simili per il rispetto della Convenzione ex articolo 14, la norma che prevede l’inserimento di persone svantaggiate all’interno delle aziende. «Per 10 mesi all’anno cinque ragazzi lavoreranno e impareranno il mestiere del ciclista grazie ai nostri tutor».

«L’obiettivo della collaborazione con STMicroelectronics – ha specificato Fumagalli – non è quello dell’assunzione, ma l’azienda potrebbe comunque pensare di assumere qualcuno per fare altri lavori. La ciclofficina è una bella iniziativa soprattutto perché è un punto di incontro tra il mondo profit e quello no profit».

Altre aziende potrebbero replicare l’esperienza per incentivare il bike to work tra i dipendenti. «L’accordo – ha aggiunto Fumagalli – durerà cinque anni e ogni dieci mesi cinque persone potranno mettersi alla prova. E poi oltre all’inclusione c’è il messaggio della sostenibilità: avere una ciclofficina in azienda può spingere i dipendenti a usare di più la bicicletta».