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19 novembre, giornata mondiale in memoria delle vittime della strada

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Il logo delle iniziative promosse per il 19 novembre, giornata mondiale in memoria delle vittime della strada.

A Roma l’appuntamento è alle 11 in via dei Fori Imperiali: un’installazione per ricordare chi non c’è più e a seguire una ciclopedalata fino al quartiere Labaro. A promuoverla un ventaglio di associazioni, Fiab, Salvaiciclisti e Legambiente in testa. A Milano l’invito, lanciato dalla rete La città delle persone, è per un happening musicale e artistico alle 15 al Giardino Calderini in via Sant’Agnese. Napoli vedrà al mattino una KidicalMass, biciclettata su strada per bambini e famiglie. Ma da Trento a Cagliari, da Lecce ad Alessandria si allunga di ora in ora l’elenco delle città impegnate a promuovere una mobilità sicura e sostenibile il 19 novembre, giornata mondiale in memoria delle vittime della strada. Il logo riprodotto in apertura, e lo slogan Viva la strada, fanno da elemento unificatore delle iniziative, messe in campo da una trentina di associazioni ambientaliste.

A renderle necessarie e benemerite sono i numeri da brivido delle morti dovute a collisioni stradali (3159 nel 2022, +9% sul 2021; e quest’anno non sarà da meno) e quello degli oltre 220mila feriti. Tra le vittime cala, in percentuale, il numero dei ciclisti (-7% nel 2022 rispetto al 2021; e sugli ultimi dieci anni il dato è -33%) a dimostrazione – ricorda Fiab in un suo comunicato – che il numero – crescente – di ciclisti in strada è un fattore di sicurezza. Ma l’eco suscitata dagli incidenti quest’anno in città come Milano ha portato in primo quanto ancora ci sia da fare in termini di sicurezza per le persone in strada (pedoni e ciclisti in primis).

In direzione contraria si muovono molte delle proposte contenute nel Ddl Sicurezza stradale che in queste settimane sta percorrendo l’iter di attuazione. Per questo, in occasione della Giornata mondiale in memoria delle vittime della strada Fiab, la Federazione italiana ambiente e bicicletta, ha espresso in una lettera aperta inviata a tutti i parlamentari e alla commissione Trasporti della Camera (qui il testo integrale) preoccupazione per le misure previste dal Ddl. Figlie di un approccio coercitivo e sanzionatorio, precisa Fiab, che affermando di salvaguardare chi va in bici persegue in realtà una visione della mobilità sempre più auto-centrica. Ne avevamo già parlato in questo articolo in occasione della prima proposta di riforma del Codice della strada). In sintesi – sottolinea Fiab – le proposte del Ddl Sicurezza stradale disincentivano l’uso della bicicletta muscolare e a pedalata assistita, non promuovono l’intermodalità e soprattutto non contrastano l’uso eccessivo dell’auto privata nei centri urbani. Il decreto, inoltre, limita le ZTL e gli autovelox.