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5 fumetti in bici (e una monoruota d’annata) per le vostre letture estive

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Tintin in sella
Tintin in sella, assieme al fedele cane Milou.

Curiosando in rete, se ne vedono di tutti i colori. Ci sono persino Batman e Robin in sella a due biciclette d’epoca. Ma, in tema di eroi dei fumetti in bici, ci sono personaggi delle strisce che sono più stabilmente legati alle due ruote? Sì. Protagonisti di storiche pubblicazioni che amano la bicicletta, che la usano anche quotidianamente come mezzo di trasporto, o che si sono ritrovati protagonisti di grandi classiche del ciclismo. Ecco qualche spunto di fumetti, questa volta su carta, da ripescare dalle cantine o dalla rete. Sono un invito a buone letture estive, scesi di sella, all’ombra di un buon albero.

TINTIN – Hergé, disegnatore belga, nel 1929 si inventò il personaggio di Tintin, un giovane reporter belga dal ciuffo ribelle, protagonista di varie avventure in ogni parte del mondo. compagno inseparabile di Tintin è il cagnolino Milou. Ma anche la bicicletta ritorna spesso nelle storie, soprattutto in quella in cui si ritrova a correre il Tour De France. Hergé divenne il modello di riferimento della scuola franco-belga. Tintin è conosciuto in tutto il mondo, le sue avventure sono state tradotte in molte lingue e al suo inventore è stato dedicato un bellissimo museo che vi consigliamo di vedere alle porte di Bruxelles.

REPLICA – Sapevate che Linus ha un fratello minore? Oltre alla sorella Lucy, infatti, il protagonista delle celeberrime strisce di Schulz (Peanuts) ha anche un fratellino più piccolo. Si chiama Replica Van Pelt (in alcune traduzioni il nome diventa Ripresa, nell’originale inglese è Rerun). Di solito è ritratto nel seggiolino posteriore della bicicletta della mamma, mentre la accompagna in giro per la città a fare le sue commissioni. Col casco, col cappello, sotto la pioggia, in mezzo al traffico, Replica dalla bici osserva il mondo e condivide tutte le difficoltà dei ciclisti urbani.

TOPOLINO – Anche nelle pagine del mitico Topolino i personaggi Disney sono stati disegnati più volte mentre pedalano. La copertina con Pluto in sella a una bici in stile Moser e Record dell’Ora è passata alla storia. Correva l’anno 1984, Pluto partecipava alla Milano-Sanremo e il fumetto costava mille lire. Molto più recentemente, Topolino ha omaggiato il Giro d’Italia con “Giro da Capogiro”, storia a fumetti in bici che segue il percorso originale della Corsa Rosa che si sarebbe dovuta correre in primavera ma invece è stata rinviata a ottobre a causa dell’emergenza coronavirus. La storia del numero 3363, scritta da Bruno Enna e disegnata da Marco Mazzarello, si sviluppa nelle stesse location che la manifestazione avrebbe dovuto toccare, partendo da Budapest il 9 maggio.

PANTANI – Anche il Pirata è diventato un fumetto. Lelio Bonaccorso e Marco Rizzo hanno raccontato, con testi e immagini, gli ultimi cinque anni di vita di Marco Pantani. “Gli ultimi giorni di Marco Pantani” (Rizzoli Lizard, 2011, 101 pagine), è in pratica la versione a fumetti in bici del libro del giornalista Philippe Brunel, il quale, ripercorrendo le note vicende del campione romagnolo, cerca di chiarire le circostanze di una morte per troppi versi oscura.

LEONARDO – Dai disegni di Da Vinci fino alle Critical Mass del ventesimo secolo. In “Saluti e Bici. Sillabario illustrato di storia, politica e manutenzione della bicicletta” (Becco Giallo, 2014, 189 pagine), Alessandro Lisa e Alberto Talami giocano con parole e disegni per raccontare la storia delle due ruote. “Il libro si può leggere aprendolo su una lettera a caso, oppure percorrendolo dall’inizio alla fine, così come è stato concepito”, spiegano gli autori.

THOR – I monowheel non sono equiparabili alle bici, e quindi lo lasciamo fuori dal conto. Anche se il bonus mobilità varato dal governo promette rimborsi anche a chi acquista uno di quei monoruota. Thor, uno dei cavernicoli protagonisti del fumetto B.C., creato da Johnny Hart nel 1958 e reso popolare in Italia dalla rivista Linus, si sposta unicamente sulla rudimentale ruota che lui stesso ha inventato. Misteriosa la propulsione, forse un ben assestato gioco di polpacci e caviglie. Mobilità attiva, quindi. E una simpatica assonanza tra il titolo delle strip a fumetti (sta per ‘Before Christ’, prima di Cristo) e quello della nostra testata.