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5 tipi da bike cafè. Dimmi come ti vesti, ti dirò che bici hai

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Bike cafè
Bike cafè, un osservatorio privilegiato sulla community dei ciclisti.

Dimmi come ti vesti, ti dirò chi sei. O meglio, che tipo di ciclista sei. Seduto al tavolino di un bike cafè (covid permettendo), sorseggio una birra e osservo tutto quello che mi passa sotto il naso. Sono da solo e così per passare il tempo mi invento un gioco: osservo i clienti che entrano e ordinano, e immagino che tipi da bike cafè sono, che tipo di bicicletta avranno lasciato fuori dal locale. Ci sono indizi che non passano di certo inosservati. E che mi fanno pensare di avere ottime probabilità di indovinare.

FOLDING – Si piega anche il casco. Sì, lo vedo. Ultramoderno, diventa più piccolo una volta tolto dalla testa. Ma come fa? Ha una borsa a tracolla e un’altra la spinge come un trolley. No, aspettate un secondo, non è un trolley. E’ la sua bici pieghevole. Fuori non ha dovuto lasciare nulla legato a un palo o a una rastrelliera. Lui la bici la può portare dentro, perché diventa più piccola, comoda. Fa così anche a casa e fa così anche in ufficio o in generale nel posto di lavoro. Pochi secondi e il gioco è fatto, la folding si piega e sparisce. E forse, con lei, anche qualche preoccupazione.

DA MAMMA – Ha una borsa alla moda. Ma non è questo che fa la differenza. Il dettaglio che mi incuriosisce è che la borsa è grande, capiente. Preferisce i pantaloni, larghi, ariosi, colorati. Ma non disdegna neppure le gonne, a patto che siano lunghe e coprano le gambe. E che si muovano col vento. Occhiali da sole d’ordinanza d’estate, mantella minimal ma molto waterproof d’inverno. Ecco, lei sicuramente avrà parcheggiato fuori dal locale una bici in stile olandese con un bel cestino davanti. E magari con un seggiolino posteriore. E la bici è chiusa con due lucchetti, non uno. Che non si sa mai.

DA CORSA – Super tecnico, in tutto e per tutto. Anche lo zainetto è leggero, affusolato, non esce dal profilo aerodinamico. Il caschetto non è appeso a caso: non penzola, ma è incastrato a regola d’arte. E poi, a guardare bene, non ci sono peli che spuntano dalla caviglia e quell’orologio al polso è sicuramente dotato di Gps. Assetto sportivo, gambe rasate, segno dell’abbronzatura. Tra tutti i tipi da bike cafè, qui non ci sono dubbi: là fuori avrà lasciato una bici da corsa. Non quella da migliaia di euro con cui esce la domenica, ma quella appena un po’ più vecchia con cui si concede qualche pedalata urbana.

FIXED O GRAVEL? – Pantalone col risvolto. Anche solo da un lato, quello destro, dove c’è la catena. Colorato. Affusolato, magari strappato sul ginocchio. Calzino colorato. Moschettone agganciato alla cintura, chiavi che penzolano e fanno rumore. Il caschetto anche, barcolla agganciato a una cinghia dello zaino. Cappellino in testa, visierina all’insù. Neanche il tempo di entrare che ha già ordinato una birra e la sta già sorseggiando. Parla ad alta voce, saluta tutti, conosce tutti. Il locale, in un certo senso, è la sua seconda casa. La prima è la strada. Sono indeciso: è venuto su una fixed o su una gravel? Di sicuro l’avrà lasciata fuori, insieme ad altre bici che paiono trascurate solo ad un occhio inesperto. Perché in realtà, che si tratti di bici a scatto fisso in stile Red Hook o da strade bianche (a proposito di gravel, avevamo detto questo), nulla è lasciato al caso.

CITY – Ha l’abito, le scarpe lucide. E’ vestito tono su tono. Nero o blu. Anche il caschetto, rigorosamente in mano, non si discosta dalla tonalità preponderante. Lo zaino è di pelle, elegante. Dentro ci sarà un notebook da 13 pollici, oppure un tablet, e qualche altro foglio di lavoro. Il polsino bianco della camicia fa capolino dalla manica della giacca. E si è dimenticato la fascia elastica rifrangente sulla caviglia, gli stringe ancora il pantalone al calzino mentre ordina l’aperitivo. Credo si possa dire quasi certamente che è arrivato al bike cafè con una city bike, minimal, non per forza nuova, ma comunque tenuta bene, benissimo. A volte col portapacchi posteriore, magari con una borsa di pelle (o simil) dove mette il giornale.