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Accordo tra Just Eat e sindacati: ecco il primo contratto collettivo dei rider

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Just Eat

Just Eat, uno dei protagonisti del food delivery in Italia, ha appena raggiunto un accordo con i sindacati per inquadrare tutti i rider che saranno assunti entro quest’anno (4mila in tutto) con un contratto collettivo nel settore “Logistica, Trasporto, Merci e Spedizioni”. Il country manager di Just Eat in Italia, Daniele Contini, ha festeggiato il traguardo con un post su LinkedIn, annunciando grandi novità per il mondo della consegna del cibo a domicilio. Nell’anno della pandemia è stato chiaro a tutti quanto i rider siano stati decisivi per gli affari di migliaia di ristoranti e pizzerie che hanno così potuto mantenere le serrande alzate e continuare a lavorare. D’altra parte, la loro condizione lavorativa è stata affrontata con troppi anni di ritardo.

«Questo accordo – hanno dichiarato Cgil, Cisl e Uil – è il risultato ottenuto dal sindacato, sia a livello nazionale, sia a livello territoriale, e siamo convinti che possa aiutare ad indicare una via di regolazione del settore. Auspichiamo che le altre piattaforme seguano il modello di subordinazione oggi definito per creare una situazione di parità di condizioni». Just Eat e pochi altri attori, come Alfonsino, sono gli unici che in Italia hanno optato per la strada dell’assunzione, regolamentando un popolo di lavoratori fotografati come precari e con poche tutele. A Milano, la capitale del delivery in Italia, una ricerca condotta nel 2019 aveva fatto emergere tutte le difficoltà quotidiane dei ciclofattorini.

Tornando al contratto collettivo su cui Just Eat e sindacati hanno trovato l’accordo per le assunzioni dei rider, questo prevede una paga base legata non al numero di consegne ma ai minimi contrattuali; garantiti anche il Tfr, la previdenza, l’integrazione salariale in caso di malattia e di infortuni, la maternità e la paternità, le ferie e un orario di lavoro minimo garantito. Inoltre ci sarà anche la possibilità degli straordinari e dei rimborsi spese per uso della propria bicicletta. Tutte queste sono condizioni che non hanno invece trovato il sostegno da parte di AssoDelivery, l’associazione che raggruppa i soggetti della consegna del cibo a domicilio (da cui Just Eat è uscita), secondo la quale il rider deve rimanere una lavoro inquadrato come autonomo.