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Bici ed economia circolare: a Modena l’e-bike viaggia grazie alla vecchia batteria del pc

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I partecipanti del progetto Velomodena. L'associazione Amazzonia 90 Sviluppo coinvolge italiani e richiedenti asilo

Si può fare: la batteria di un computer può rivivere in un’e-bike. «Finora abbiamo soltanto una pedalata assistita che viaggia senza problemi. Ma abbiamo altri cinque pacchetti pronti per essere montati». Giovanni Pradelli è il presidente di Amazzonia 90 Sviluppo, un’associazione di volontariato modenese attiva sia nella cooperazione internazionale (dal Brasile alla Siria), sia sul territorio emiliano. Il suo progetto Velomodena, cofinanziato dalla Regione Emilia Romagna con 18mila euro, ha l’obiettivo di insegnare a giovani in difficoltà come ci si muove in ciclofficina. Avendo a che fare con bici tradizionali e a pedalata assistita (con competenze sorprendenti).

Partito a novembre, il corso riprenderà ad aprile con un nuovo modulo per 12 ragazzi, italiani e richiedenti asilo. «Dentro il pacco batteria del pc, che moltissimi di noi buttano via a un certo punto, più della metà degli elementi in realtà funziona benissimo – spiega a BC Pradelli – Per recuperarli basta rompere l’involucro». Ma questa “scoperta” non è fatta per rimettere sul mercato le batterie. «Ci serve piuttosto per due scopi: da una parte permettiamo a questi ragazzi di imparare qualcosa di nuovo, dall’altra riduciamo la quantità di batterie che altrimenti andrebbero smaltite».

Per recuperare le batterie l’associazione di Modena sta preparando con il Comune un protocollo d’intesa per poterle ritirare direttamente nelle isole ecologiche. «Intanto abbiamo ricevuto le prime batterie usate direttamente dai negozi specializzati in informatica e riparazioni». Come ci ha spiegato il presidente di Amazzonia 90 Sviluppo, il corso non trasmette soltanto le competenze per sapersi muovere in una ciclofficina – sono 108 le ore di formazione meccanica (3 giorni a settimana) – ma è arricchito anche con 20 ora di studio dell’italiano, 40 ore di informatica, 3 ore di infarinatura di sicurezza sul lavoro e 8 ore per insegnare ai ragazzi come compilare il proprio curriculum. Come in altre realtà, la ciclofficina si esprime anche come grande occasione di integrazione e riscatto.